Settore cosmesi: in aumento abusivi e rischi. Le conseguenze dell’emergenza Covid-19

Tanti dover ed obblighi, ma poche tutele. È il settore che rappresenta un numero di spessore  nel PIL dell’azienda Italia.

Stiamo parlando del settore della cosmetica, dei centri estetici e dei parrucchieri. Specialmente in questo periodo di emergenza coronavirus, sono stati penalizzati e lasciati un po’ in disparte. Certo, le priorità in primis, ma questo è un settore molto delicato, che muove l’economia.

Centri estetici e parrucchieri, tra i primi ad entrare in quarantena, sono gli ultimi ad uscire dal lockdown. Riapriranno il 1 giugno, come è stato spiegato dal premier Giuseppe Conte, ieri sera in conferenza stampa, quando ha presentato il nuovo Dpcm, in vigore dal 4 maggio.

Giusto ed efficace rispettare le norme anticontagio, specialmente per una categoria così esposta come questa. Quel che è evidente, è che mancano normative idonee, atte a tutelare i lavoratori, ma anche i prodotti che ruotano intorno a questa categoria.

In tutta questa situazione hanno trovato terreno fertile i soliti abusivi, i ‘furbetti’ che alimentano il lavoro nero, in barba al contagio ed alla legge. Lavoro nero ed abusivismo sono aumentati. Ognuno si arrangia come può. Una concorrenza sleale dei facinorosi senza etica, senza rispetto di norme igienico-sanitarie e, per chi non lo avesse mai considerato, con   l’aumento di patologie infettive a causa dell’esercizio di attività, da parte di persone anche non qualificate che operano incuranti di tutto. Sono in aumento anche le pedicure e le persone che fanno le unghie, oninotecnico professionale, figura molto delicata.

Per non parlare poi, di aziende che vendono su internet di tutto, senza alcun controllo. Per non parlare poi dei fornitori che si trovano in mezzo ad una strada da un giorno all’altro, perché non ricevono più ordini dai vari centri estetici e dai parrucchieri.

Una situazione veramente preoccupante che è peggiorata sicuramente dall’insorgere dell’ emergenza  Covid-19. Dovrebbero tenerne conto quelli della Task Force.

Foto tratta dal web

 

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