Sinisa Mihajlovic, un vero guerriero in campo e nella vita

Il ricordo del card. Matteo Zuppi

Un grande calciatore, ottimo allenatore, ma anche un uomo che ha combattuto fino all’ultimo la sfida più difficile della sua esistenza: la leucemia.  Si è spento lo scorso 16 dicembre a Roma Sinisa Mihajlovic, un vero guerriero sul campo e nella vita.

Stroncato a 53 anni, l’ex tecnico del Bologna  nel luglio 2019 aveva dato annuncio della sua malattia così: “Ho la leucemia, ma la batterò giocando all’attacco“.

Un grande campione che ha giocato questa partita della vita  all’attacco, lui che aveva vinto la Coppa Campioni con la Stella Rossa, che nell’ottobre del 2019 si era sottoposto al trapianto di midollo osseo al Sant’Orsola di Bologna, ma nel 2022 nuove avvisaglie.

Aveva avuto il coraggio di rendere pubblico il suo calvario, un esempio che invitava a non arrendersi, a tenere duro, perché a suo dire: “Ognuno l’affronta nella propria maniera, ma quello che mi sento di dire è che comunque, se sei forte e ci credi, il sole arriva“.

Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic

A dare l’annuncio della triste notizia, un comunicato della famiglia:  “La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico, professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessandro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato“.

Cardinale Matteo Zuppi
Cardinale Matteo Zuppi

Anche il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Mihajlovic:  “In questi anni  l’ho incontrato più volte e abbiamo stabilito un rapporto di amicizia.
Mi mandò persino un saluto in occasione di una trasmissione televisiva. Ricordo che mi raccontò sin dall’inizio della sua malattia, parlandone da uomo vero, e confidò la sua fatica e vulnerabilità. Disse, ricordando quando si recò a Medjugorje, ‘ho pianto come un bambino e sono diventato uomo’ “.
“Mi hanno colpito la sua forza e sensibilità, la sua testimonianza nella prova e nella vita”, prosegue il card. Zuppi, secondo cui Mihajlović “ha saputo trasmettere i valori in cui credeva anche nell’attività sportiva, a cui con passione si è dedicato fino all’ultimo. In lui la voglia di lottare nella vita e in campo si univa a quella di fare squadra e di essere guida per i suoi giocatori. Molti cittadini e tifosi hanno pregato per lui anche recandosi in pellegrinaggio alla Madonna di San Luca, alla cui protezione ora, nella preghiera, lo affidiamo”.

Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic Sampdoria 1994-95

Sinisa Mihajlovic nato a Vukovar, nell’allora Jugoslavia, inizia la carriera da giovane, per poi arrivare alla Stella Rossa Belgrado nel 1990, con la quale vince la Coppa dei Campioni, battendo l’Olympique Marsiglia. Ma l’Italia diventa la sua seconda patria, quando firma con la Roma nel 1992, per poi passare alla Sampdoria, al Lazio e poi all’Inter. Al suo arrivo 69 gol.

Successivamente la brillante carriera  da tecnico, come vice di Mancini all’Inter, per poi passare come allenatore al Bologna.

Foto tratte dal web

 

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