“Sono positivo al Covid-19. Quando ho accettato questo incarico sapevo quali fossero i rischi a cui andavo incontro, ma non potevo non rispondere alla chiamata per il mio Paese. Ho qualche linea di febbre, nessun altro sintomo al momento. Sia io che i miei collaboratori più stretti siamo in isolamento e rispetteremo il periodo di quarantena. Continuerò a seguire i lavori dell’ospedale Fiera e coordinerò i lavori nelle Marche.
Vincerò anche questa battaglia“.
Scrive così sulla sua pagina Facebook Guido Bertolaso, il superuomo delle emergenze, che proprio la Regione Lombardia ha preso come consulente del presidente Attilio Fontana. È stato chiamato per la realizzazione di un ospedale d’emergenza alla Fiera di Milano.
Non ha detto di no, è rientrato in Italia, per aiutare il suo Paese a far fronte a questa pandemia. È rientrato da Johannesburg, perché era in Sud Africa, a trovare la figlia pediatra e volontaria.
Il dr. Guido Bertolaso è un uomo che ha dedicato la sua vita a servire l’Italia, ma soprattutto ad aiutare gli altri, o meglio le vittime delle calamità.
Ha detto sì e per un compenso simbolico: 1 euro.
Guido Bertolaso, il medico che salva vite, non è un esperto qualunque. Fra i tanti meriti, uno per tutti, quello di aver fronteggiato la SARS.
Dal 2001 al 2010 ha diretto il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri ed è stato commissario straordinario anche per il terremoto a L’Aquila.
Al Tg5, lanciando un appello ai medici per fronteggiare l’emergenza Covid-19, citando il libro “La peste” di Albert Camus, ora più che mai attuale, ha detto: “Ci sono uomini e donne che non riuscendo ad essere santi, si sforzano di essere medici‘”.
Guido Bertolaso, nonostante la sua positività al Coronavirus, è e rimane l’uomo giusto per affrontare il terribile virus.
