Covid-19, ormai è un incubo, un flagello che porta sempre più dolore, sofferenza, morte.
Colpisce soprattutto quanti lavorano nelle corsie, negli ambulatori dei medici di famiglia, nei pronto soccorso, nelle case per anziani.
Sono 112 i medici positivi.
Fino alla mezzanotte di ieri, 28 marzo, c’era l’invito a presentarsi per 500 infermieri, come Task Force coronavirus nelle regioni più colpite. Bastava compilare un modulo sul sito ‘infermieri per covid’ .
La lista delle vittime tra i medici aumenta giorno per giorno. Vittime del dovere, vittime osservanti e praticanti di quel Giuramento d’Ippocrate, in una battaglia senza confini, al terribile mostro, il Coronavirus.
Ormai se ne parla da giorni: dalla trincea combattono con dispositivi il più delle volte inadeguati, che inoltre scarseggiano. Sono mascherine, camici, guanti e maschere facciali. Quest’ultime, quando ci sono, lasciano sui loro volti segni profondi, oltre a quelli provocati dal Coronavirus.
Ieri, 28 marzo, sono stati 92472 i casi certificati di Covid-19, dei quali 70065 i pazienti positivi e 12.384 quelli guariti. Purtroppo sono morte 10. 023 persone.
Una strage, questa dei camici bianchi, che è salita, dall’inizio dell’epidemia, a 51 medici deceduti, immolati nella loro missione.
“Ringrazio Dio per l’esempio di eroicità che ci danno nel curare gli ammalati“, si è espresso così giorni fa Papa Francesco, all’inizio della Messa a Casa Santa Marta. Ed è così, sono un esempio, un esempio di eroicità.