“La guerra è la negazione della pace”, così Monsignor Fabio Fabene nella commemorazione dei caduti di tutte le Guerre a Montefiascone
“La guerra è la negazione della pace”, così Monsignor Fabio Fabene nella commemorazione dei caduti di tutte le Guerre a Montefiascone.
Nel giorno in cui la Chiesa ricorda la nascita di San Giovanni Battista, la comunità di Montefiascone ricorda con Monsignor Fabio Fabene, i caduti di tutte le Guerre.
L’incontro è iniziato presso i giardini comunali, con la deposizione di una corona d’alloro, a cura dell’associazione Sottufficiali d’Italia, presenziata dal sindaco Massimo Paolini, l’assessore Rita Chiatti, il luogotenente della Stazione dei Carabinieri Fabrizio Botticelli, il comandante della Polizia municipale Luigi Salvatori, ed i rappresentanti delle varie associazioni militari e civili.
Successivamente, nella Chiesa di S. Maria di Montedoro, pregevole opera progettata da Antonio da Sangallo il giovane, ha avuto luogo un intenso momento di preghiera e riflessione.
“Sono circa 38 anni che Montefiascone rende omaggio ai Caduti in guerra e per fatti di guerra”, come ricordato dal parroco don Giuseppe Trapè.
Una commemorazione che ha portato alla riflessione di un dramma umano e sociale, nella ricorrenza di San Giovanni Battista, mandato per condurre e portare gli uomini sulla via della giustizia e della pace. Sono circa 38 anni che Montefiascone rende omaggio alle vittime civili e militari, come ricordato dal parroco don Giuseppe Trapè.
“Preghiamo per queste anime, affinché vengano accolte in Paradiso – così Monsignor Fabene aprendo la celebrazione eucaristica – un ricordo nella preghiera da dove deve nascere l’impegno, deve crescere la cultura della pace”.
E prosegue: “Gli uomini spesso non sanno trovare le vie della pace e si affidano alle armi. Un commercio che frutta molti soldi, che attraverso la guerra, crea lutti.
Papa Francesco invita spesso, infatti, a terminare il commercio delle armi.
Questa commemorazione avviene nel giorno della nascita di San Giovanni Battista, il precursore di Xsto, legato a Gesù da legame di parentela, poiché sono cugini, ma anche da un legame di missione: annunciare il Regno di Dio. Preparare i cuori all’annuncio di Gesù Salvatore . Una vita spesa per l’annuncio della venuta del Messia, ucciso da Erode, nato il 24 giugno, come annunciato dall’angelo, sei mesi prima del Natale del Signore.
Una missione del grande profeta, per annunziare la via della giustizia e della pace. È un invito per noi a costruire la via della pace, dono di Dio, ma anche impegno dell’uomo, promuovendo buona cultura, incontro per vivere in pace. La guerra è la negazione della pace, un inutile strage con conseguenze terribili, come i ‘dementi’, che rappresentano i segni psicologici che lascia la guerra. Dobbiamo chiedere l’intercessione di san Giovanni Battista, affinché ci aiuti a costruire ogni giorno la pace, già dalle nostre famiglie, dalle nostre relazioni più immediate, a preparare i nostri cuori ad accogliere l’annuncio evangelico di Gesù. Un dono, questo, per impegnarci a costruire una società pacifica, nel ricordo dei caduti, ogni giorno, per una nuova società ed umanità, che in definitiva è il Regno di Dio”.
Montefiascone segna numeri tragici con “1700 chiamati di cui 1350 agricoltori e 185 caduti, soprattutto giovani, 103 invalidi civili e tre partigiani”, come ha ricordato Giancarlo Breccola, studioso ed appassionato della storia del territorio di Montefiascone.
“Oggi siamo qui per ricordare i nostri concittadini che nel primo e secondo conflitto mondiale hanno dato il meglio, per garantire la pace e ora spetta a noi mantenerla. Vi invito ad onorare e ricordare chi ci ha dato questo periodo di libertà”, ha sottolineato il sindaco Massimo Paolini.
Toccante anche la lettura della poesia “Onore ai Caduti”, di Vincenzo Severini, recentemente scomparso.
Sul lato destro della Chiesa, in fondo, sono esposte in alcuni pannelli, le foto delle vittime militari e civili delle Guerre.
Presenti all’incontro: Associazione Nazionale Mutilati ed invalidi di guerra, l’Avis Montefiascone con il presidente Mauro Marinelli, l’Aido, l’ANC Associazione Nazionale Carabinieri con il presidente Sandro Cirica.







