Norma Cossetto, una martire italiana violentata e foibizzata

È il 2005 quando l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferisce la Medaglia d’oro al merito civile alla memoria ad una giovane donna italiana: Norma Cossetto.

Una bella ragazza di soli 24 anni, una martire italiana, che il 24 settembre 1943, finisce nelle mani di un gruppo di partigiani. È l’inizio della fine per lei.

Siamo nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando i ‘titini’, gli slavi guidati dal comunista Tito, strappano migliaia di Italiani  dalle loro case, per seguire il loro folle disegno nazionalistico di conquista del territorio, tra Venezia Giulia e Dalmazia.

Foibe di Basovizza
Foibe di Basovizza

Li portano via, ma non nei campi di concentramento, bensì in voragini, crepacci naturali, che sprofondano fino a 200 metri: le foibe. Con un filo di ferro al polso, i comunisti formano una catena umana, che spingono, appunto, nelle foibe. Il primo della fila viene fucilato, gli altri cadono inesorabilmente, portati via dal peso del morto.  Corpi e corpi di innocenti, gettati  vivi a testa in giù. 

Norma Cossetto, foto tratta dal web
Norma Cossetto, foto tratta dal web

 

Norma Cossetto è l’emblema del martirio delle donne italiane foibizzate. Viveva a Santa Domenica di Visinada, a settanta chilometri da Trieste, con la famiglia.  Studiava all’Università di Padova. La prelevano con la forza, le impongono di unirsi alle bande di Tito, ma lei si rifiuta. Per giorni la tengono rinchiusa in una caserma appartenuta alla Guardia di Finanza, insieme ad altre persone. Lei non cede e sancisce, eroicamente, il suo martirio.  Viene legata ad un tavolo con alcune corde e per una notte intera subisce la ferocia di 17 aguzzini imbestialiti, che la violentano senza alcuna pietà. Le pugnalano i seni, la torturano e poi, ancora viva, la gettano nella foiba.

Dopo alcune ore Norma viene trovata da una donna attratta dai suoi strazianti lamenti. 

Il presidente del Comitato 10 febbraio di Viterbo, Maurizio Federici, nel 75esimo del suo martirio, la definisce “un’italiana che per non rinnegare la sua Patria, affrontò la morte”.

Già una martire, una vittima, una ragazza che ha subito il peggiore atto che si possa compiere su una donna che crede nei suoi ideali. Una donna, una martire della ferocia umana.

Onore a te, Norma Cossetto.

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