Le streghe di Triora

È la notte di San Giovanni, il solstizio d’estate a Triora. Un gruppo di donne si ritrova in località la Cabotina: sono le famose streghe di Triora. Cosa mai staranno facendo?
Questo non è l’inizio e nemmeno la fine!!!
Mi son trovata per mia sventura a nascere nell’anno delle streghe, 1587, anno di carestie e morie di vacche e pecore. Altri animali piccoli sparivano in sacrifici cruenti, che videro i miei occhi di bimba.

Streghe di TrioraNacqui proprio vicino la Cabotina, quartiere delle streghe, certo il mio primo vagito non intenerì quelle donne malvagie, misteriose e magiche.

Crebbi in fretta e la mia curiosità cresceva con lo scorrere degli anni, la mia ninna nanna fu quella nenia cupa e stridente di voci ambigue, non si poteva mai distinguere se erano pianti,o diaboliche risate.

E proprio in quella notte di San Giovanni mi trovai a passare davanti la Cabotina. Volevo correre, ma, la curiosità di fanciulla frenava la mia corsa. Incosciente mi fermai a guardare e ascoltare dietro quella finestra sporca.

Ecco… ferma lì… vetri schifosi… senza respiro tendevo l’orecchio, non volevo perdere nemmeno una sillaba, dentro una stanzetta semibuia, illuminata solo dal fuoco del caminetto. Anche la fiamma che ardeva dentro, sembrava aver timore di scaldare i corpi di quelle tre donne… se così vogliamo chiamarle.

In giro vedevo una gran quantità di libri impolverati e vecchi, mi sarebbe piaciuto leggere, un tavolino mezzo rotto sorreggeva una lampada spenta, alambicchi e bottigliette in ogni angolino, due gatti neri dormivano su una poltrona ammuffita così tanto, che quasi ne sentivo l’olezzo. Una scopa stava pigramente appoggiata alla parete scrostata, i miei occhi roteavano come un ottovolante… Ormai non avevo quasi paura, la mia voglia di vedere era più grande.

Le donne indossavano vestiti tanto vecchi, che sembravan cuciti sui loro corpi, parlavan con voce stridente, non capivo le parole, per me non era nulla di bello.
Nooo… mi ritirai dalla finestra, una strega si avvicinò al vetro… spero non mi abbia vista, il cuore non mi batteva più, le gambe mi tremavano, le mie mani gelide tappavano la mia bocca.
In quel silenzio di ghiaccio sentii scricchiolare la porta… Uscì… mi prese con forza per un braccio e con cattiveria mi trascinò in quella spaventosa casa. Mi sentii morire!!!

Mi sedettero su uno sgabello, mi legarono le mani e i piedi, mi osservavano in silenzio… Mamma mia com’erano brutte!!!
Passarono pochi minuti, mi sembrarono ore, finalmente una di loro aprì la bocca, si lasciò andare in un’isterica risata… Ma perchè?… Pensai io… Mi mangeranno? Poi ho capito: servivo loro da cavia, per sperimentare un nuovo intruglio d’erbe.

Una di loro s’avvicinò a me con una ciotola maledettamente sporca e puzzolente, la mise fra le mie mani… Era bollente, la tenni stretta comunque, l’odore di quella schifezza era indescrivibile, fra la fogna e il putrefatto… Che schifo!

Saliva il vapore nelle mie narici, stavo per vomitare… Una mano adunca apparì all’improvviso, spingendo la tazza verso la mia bocca, e non ebbi alternativa: bevvi … pensando: “Che mi succederà ora?”

Mi svegliai dopo quanto non so ,su di un pagliericcio umido e maleodorante, sola e legata, intorno a me solo ragni e topi che correvano all’impazzata… manco fosse festa!!!
Per un breve periodo mi son sentita molto assopita, pian piano ripresi le forze e cercai di slegarmi…
Evviva! Ci  riuscii, balzai in piedi anche se traballante, sbirciai dalla porta socchiusa: non c’era nessuno. Incominciai a correre come una lepre, senza mai voltarmi indietro.
Finalmente arrivai al sicuro… a casa!!!
Non oso pensare che faccia avessi e nemmeno l’espressione, avevo sete e fame, mi rifocillai.

Dopo un riposino, uscii per respirare un pochino d’aria fresca della sera, camminando distrattamente e sovrappensiero.  Sentii un gran vociare, mi diressi verso quel rumore: solo gente tanta gente.

Mi avvicinai, nel bel mezzo le “mie” streghe, sbeffeggianti sputavano veleno addosso a tutti.
“Che succede”? Chiesi.  Mi raccontarono che furono processate dai Vicari inquisitori, condannate all’impiccagione, dopo innumerevoli torture.
Certo un po’ mi dispiaceva, in fondo preparavano solo intrugli con le erbe, ma non conoscendo l’effetto di tali vegetali, potevano assumere allucinogeni o altre con effetti psicopatologici strani, scambiando un comportamento libero con uno demoniaco.
Eccole pronte, ferme sotto quell’albero e la corda penzolante ad aspettare di toglier respiro a tre vecchie.

Streghe di Triora

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