Eccidio di Ponte di Cetti, l’Arma dei Carabinieri ricorda Pietro Cuzzoli ed Ippolito Cortellessa

Una cerimonia sobria ed a tratti commovente questa mattina, presso la chiesa di Ponte di Cetti a pochi chilometri da Viterbo. La triste ricorrenza è quella, appunto, del barbaro eccidio di Ponte di Cetti, dove due Carabinieri del Radio mobile di Viterbo, cadono sotto i colpi di assassini senza scrupoli. 

Era l’11 agosto 1980 ed alcuni terroristi  di Prima linea, nata in Lombardia nel 1976,  dopo una rapina alla filiale del Banco del Cimino al quartiere Pilastro, si nascondono tra le persone che aspettano il pullman per Roma. Arriva la gazzella dei carabinieri. A bordo ci sono il brigadiere Pietro Cuzzoli e l’appuntato Ippolito Cortellessa. Pochi minuti e si consuma una strage terribile che ancora oggi, a distanza di 38 anni  brucia, e tanto. 

I brigatisti rossi, invece di esibire i documenti richiesti da Cuzzoli, sparano senza pietà, nonostante il brigadiere reagisca, ferendo gravemente il terrorista Michele Viscardi, in seguito pentitosi. 

L’appuntato Cortellessa, arrivato a Viterbo nel 1979 con la mansione di conduttore di automezzi veloci, accorre in difesa del collega, ma viene colpito, anche lui mortalmente, da uno dei componenti del commando terroristico. 

Ponte di Cetti diventa così il simulacro di un atto eroico, compiuto da due appartenenti alla gloriosa Arma dei Carabinieri. Due onesti padri di famiglia: l’appena trentenne Cuzzoli con una moglie, una bambina ed un figlio in arrivo ed il cinquantenne Cortellessa padre di due figli.  Nello stesso giorno il maresciallo maggiore Antonino Rubuano, comandate di stazione a Montefiascone, Medaglia d’oro al Valor civile, richiamato in servizio, muore tragicamente in un incidente automobilistico, nell’inseguimento di alcuni terroristi. Lascia la moglie e tre figli. 

Il giorno dei funerali a Viterbo una folla immensa ha salutato per l’ultima volta i due carabinieri ‘caduti nell’ adempimento del loro dovere’. Il piazzale antistante la Cattedrale di San Lorenzo. Tutti a rendere omaggio a due servitori dello Stato. Persino chi aveva a che fare con la giustizia era lì a testimoniare la stima verso due Carabinieri che prestava o servizio tra la gente.

Oggi l’Arma dei Carabinieri con il comandante provinciale colonnello Giuseppe Palma si è stretta ancora una volta accanto alla famiglia Cuzzoli, a testimoniare il forte legame consolidato negli anni. Come sempre c è la signora Luisa con i figli Piera, Domenico ed i nipoti. Tutti insieme a ricordare, Pietro il marito, il papà, il nonno di due belle bambine ed un nipotino che non hanno potuto conoscerlo. 

“È un fare memoria – come sottolineato nell’omelia dal cappellano militare don Donato Palminteri – dove la Scrittura ci aiuta e  deve diventare profezia, come la signora Luisa, vedova del brigadiere che si è aperta al dolore, facendo la volontà di Dio”. 

Successivamente viene deposta una corona d’alloro offerta dalle sezioni dell’Anc di Viterbo, Montefiascone, Vivaro Romano paese d’origine di Ippolito Cortellessa, di Caprarola e Monte Porzio Catone. 

Picchetto d’onore, alla presenza delle Autorità civili e militari, dei rappresentanti della Polizia di Stato, Penitenziaria, Aeronautica e  Finanza. 

Resta oltre alla Medaglia d’oro ad entrambi al valore militare ed alla memoria, il conferimento dell’onorificenza vittime del terrorismo per gli alti valori morali espressi nella attività prestata presso l’Arma. A Pietro Cuzzoli ed Ippolito  Cortellessa è intitolata la caserma del Comando provinciale di Viterbo.

Per non dimenticare, quindi, una delle pagine più buie della Tuscia firmata terrorismo, dove gli anni ’80 iniziano con importanti operazioni che portano allo smembramento di due grandi organizzazioni eversive chiamate Brigate Rosse e Prima Linea. 

In fondo, i Carabinieri hanno tante vite, come quelle che salvano. 

Grazie Pietro Cuzzoli, Ippolito Cortellessa ed Antonino Rubuano.

Foto Claudio Montanari

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