Donare sangue è un grande gesto d’amore

Solidarietà, disponibilità sono l’espressione del dono, della gratuità verso l’altro, verso chi ha bisogno di aiuto.

Viene in mente la raccomandazione di Gesù ai discepoli: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”(Matteo 10:8). Significa fare il bene, senza riscontro. Ed è proprio quello che compie l’Avis, l’Associazione volontari italiani del sangue.

Nei giorni scorsi sono andata a donare: un gesto che dura in media 6/8 minuti, ma che può salvare più vite. Personale medico molto scrupoloso ed attento, infermieri premurosi che tra l’altro non mi hanno fatto sentire niente.

I donatori non corrono rischi,  perché siamo controllati ad ogni donazione, ed il nostro  stato di salute è monitorato durante la donazione.

Un ambiente sano ed accogliente, dove arricchirsi vicendevolmente. I miei colleghi di Sezione, quella di Montefiascone presieduta dal Consigliere nazionale Mauro Marinelli, sono persone straordinarie, con le quali si interagisce anche su situazioni al di fuori della stessa sezione. Comunione di intenti e di cuori, anche questa è l’Avis.

Del resto, anche Papa Francesco in occasione della Giornata del malato, dello scorso 11 febbraio, ha incoraggiato e ringraziato tutte le associazioni di volontariato che si occupano dei malati.

“Il volontariato comunica valori – ha affermato nel suo discorso Papa Francesco – comportamenti e stili di vita che hanno al centro il fermento del donare. È anche così che si realizza l’umanizzazione delle cure”.

Ed è quello che avviene nell’Avis, dove donne ed uomini di ogni età e ceto sociale, donano qualcosa di loro, un bene prezioso come appunto il sangue, tutelando i diritti dei malati, in un rapporto di disinteressata reciprocità. Un bene prezioso, racchiuso in una sacca, disponibile per chi ha necessità.

Mentre ero nel reparto, ed il mio sangue confluiva appunto nella sacca, pensavo alle parole del nostro presidente, Gianpietro Briola, in occasione  dell’inaugurazione della nuova sede AVIS ad Amatrice, donata dall’Avis Nazionale, ai fratelli colpiti dal terribile sisma del Centro Italia: “Donare sangue, è dare qualcosa di sè“. È così, Presidente Briola,  ed è bellissimo.

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