Viterbo Questore Macera: “Prevenire, non reprimere. Legge e Costituzione il nostro faro”

Massimo Macera, il neo questore di Viterbo si presenta alla stampa, nel suo ufficio, questa mattina.

Un faccia a faccia con un questore che ha le idee chiare: “Mai abbassare la guardia“.

Anche se la situazione nel viterbese non è compromessa, il questore Macera afferma: “Ho un impegno con i cittadini  di Viterbo e provincia, non ci deve essere calo, flessione con la venuta del questore“.

Massimo Macera questore di Viterbo
Elogia il lavoro del precedente collega, Lorenzo Suraci, che definisce “amico di vecchia data”,  in sinergia con i suoi uomini: “un’ottima squadra, che ha saputo collaborare con Suraci“.

Appena arrivato nel capoluogo della Tuscia, il questore Macera ha incontrato il prefetto, proprio il primo luglio, per “lavorare con un unico obiettivo – come precisa – barra centrata, con un unicum tra Forze dell’Ordine. Il sindaco mi ha ribadito la sinergia con la Polizia locale. Tutti prefettamente in sintonia”.

Praticamente, sa quello che vuole ottenere dai suoi collaboratori, in questa esperienza nella Tuscia, tanto da affermare: “Sono il papà dei poliziotti. Appena inviato a Viterbo ho iniziato a documentarmi, la sterile lettura non è mai come  una sana conversazione con i colleghi della Questura“.

 Elegante, molto curato ed affabile nei modi, ci si rende conto che è fermo e determinato della sua missione a Viterbo, tanto da affermare: “Vorrei essere ricordato come il questore dei Viterbesi, di tutti ,anche della provincia. Non ci sono scuse, noi dobbiamo garantire sicurezza anche in provincia. Rispetto al passato non ci sono novità“.

Massimo Macera, con un passato di tutto rispetto alle spalle vivrà, insieme alla moglie poliziotta ed ai due figli, a Viterbo e già sa come trascorrerà il Ferragosto: “In Questura con i miei ragazzi”. Sì, proprio così, il giorno di Ferragosto lavorerà, perché come afferma con decisione “Non desidero adeguarmi al detto viterbese ‘dopo Santa Rosa’, tanto che abbiamo aumentato i servizi, a partire dalla prevenzione“.

Il nuovo questore Macera si è subito confrontato con la realtà che definisce “con effervescenze positive, come è stato con l’Air Show delle Frecce Tricolori, certamente non uno scherzo con i servizi programmati perfettamente ed in sinergia“.

Ricorda la sua ultima esperienza a Lucca, simile a Viterbo: disagio, infiltrazioni, malavita organizzata, degrado urbano. Ed aggiunge: “Mi faccio carico delle problematiche, del disagio, con i reati minori mai sottovalutati. Questa  è una questura già organizzata, non molliamo“.

Per quanto riguarda Viterbo città incalza e sostiene: “Non ci si può rilassare, è una città a vocazione turistica, aumenteremo i servizi, soprattutto  ed adeguatamente nei giorni di Santa Rosa“.

L’analisi sulla realtà del nostro capoluogo è precisa, nonostante sia in città da pochi giorni.  Per il questore Macera “Non ci sono grandi evidenze per quanto riguarda la criminalità organizzata, non è la realtà di altre province. Bisogna affinare l’ intelligence investigativa, ottima è la Squadra mobile, devo andare a fondo“.

Analizza anche la questione  l’ordine pubblico,  dove non ha riscontrato grosse evidenze: tifoseria politica, gruppi organizzati, realtà molto diverse in un territorio variegato e più articolato, che richiede una conoscenza più approfondita. Conoscendola poco per me sarà uno stimolo“.
Prosegue ed afferma che “tutte le problematiche saranno affrontate. Mantengo la Legge la Costituzione come barra, e con franchezza voglio improntare i rapporti“.

Legge e Costituzione, quindi, sono per il questore Macera i punti salienti e di riferimento del suo agire. Infatti afferma con fermezza nuovamente: “Noi applichiamo la legge, il nostro faro sono la legge e la costituzione“.

Tocca il tasto, vista l’imminenza della festa di Santa Rosa  ed aggiunge: “Ci sono state situazioni gravi e particolari, che rischiavano di compromettere la cerimonia per antonomasia per Viterbo , con un’ottima attività di indagine che stava compromettendo la cerimonia per antonomasia per Viterbo. Bisogna, quindi, seguire una logica seria“.

E conclude: “C’è intolleranza a tutte le forme di reato. Prevenire, non reprimere“.

Foto Mariella Zadro

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