Strage di Via Fani, ombre e dolore nel ricordo di Aldo Moro e della sua scorta

16 marzo 1978, 16 marzo 2020. Sono passati 42 anni dal giorno in cui Aldo Moro viene rapito in via Fani e la sua scorta viene trucidata da un commando di brigatisti.

42 lunghi anni ed ancora non c’è verità su uno dei più drammatici e cruenti episodi del dopoguerra.

Sembra quasi di vedere quella terribile scena con i corpi dilaniati dai proiettili sparati sugli uomini della scorta del presidente della Democrazia Cristiana. 

Aldo Moro, la scorta
Aldo Moro e la scorta: i Carabinieri maresciallo Oreste Leonardi e  Domenico Ricci e tre poliziotti Raffaele Iozzino, il più giovane, Francesco Zizzi e Giulio Rivera.

Quel maledetto giorno cinque persone perbene, cinque servitori dello Stato non sono più tornate a casa. Vite spezzate, famiglie distrutte, cinque corpi crivellati, sangue ovunque, morte e  dolore. Hanno cercato fino all’ultimo istante della loro vita  di salvare,  di proteggere il loro stimato Presidente, il bersaglio di terroristi rossi, il bersaglio di una regia occulta, tra depistaggi e menzogne. Sono due Carabinieri: il maresciallo Oreste Leonardi e  Domenico Ricci e tre poliziotti Raffaele Iozzino, il più giovane, Francesco Zizzi e Giulio Rivera.

Sapevano di rischiare, eppure come ogni mattina avevano accompagnato a Messa, lo statista amato dai giovani universitari, ma in via Fani delle belve hanno fermato per sempre il tempo della loro vita.

Terroristi con buona mira: Aldo Moro ne esce illeso, loro no. Hanno fatto quello che potevano, ma loro non sapevano che i terroristi li stavano aspettando, non sapevano che li avrebbero straziati, come carne a macello, distruggendo la vita dei loro cari e degli italiani sconvolti e scioccati.

Il resto è storia. Aldo Moro, un marito,  un padre,  un cattolico praticante, deve attraversare il suo Getsemani ed il suo Calvario ancora per 55 giorni.
Quei 55 giorni che hanno fermato l’Italia, l’Italia degli onesti.

Polizia di StatoArma dei Carabinieri pagano un  tributo di sangue molto alto. Una Nazione sconvolta. Poi 8 processi, due commissioni Moro, altrettante commissioni stragi e tanto altro. L’ombra avvolge ancora una delle pagine più cruente della nostra storia. Sono gli anni di piombo, del terrore.

Aldo Moro viene ucciso. Lui che scriveva  che “Basta guardare là dove troppo spesso non si guarda e interessarsi di quello che troppo spesso non interessa”, non ha ancora avuto giustizia e verità, come nemmeno i suoi 5 angeli della scorta.
Quel 16 marzo e quel 9 maggio 1978 siamo morti un po’ anche noi, uniti a queste famiglie da un profondo rispetto e da un vero sentimento di amore.

On. Gero Grassi
On. Gero Grassi

Per non dimenticare, da anni l’onorevole Gero Grassi, vice presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sull’eccidio di Via Fani, è da anni in prima linea per svelare questa verità negata. In relazione a questa particolare ricorrenza afferma per ‘InfiniteRealtà. It’: “Non si sarà mai fatto abbastanza per cercare la verità sul 16 marzo e sul 9 maggio 1978, ma ALDO MORO e gli uomini della scorta sopravviveranno sempre agli autori materiali e morali dell’omicidio“. 

Per non dimenticare c’è anche una bella realtà :“Moro, la verità negata“. Si tratta del processo delle Brigate Rosse allo statista, Presidente della Democrazia Cristiana, rappresentato dai giovani attori Valentina Caforio, Ada Passero, Luciano Ligorio, Ivan Carlucci e Giuseppe D’Angelo, tra l’altro regista, in  scena con  il dramma di Aldo Moro,  sui palchi dei teatri della Puglia. Tratta dal libro dell’onorevole Gero Grassi, la rappresentazione  celebra Aldo Moro uomo di Stato, ma anche di Pace.

Quest’anno nessuna commemorazione in Via Fani per via dell’emergenza Coronavirus. In una nota della Polizia di Stato è scritto così: “Le disposizioni emergenziali per il contenimento del Coronavirus hanno imposto la sospensione di qualunque manifestazione.

Noi vogliamo ricordare comunque questo tragico evento che ha segnato la vita del nostro Paese e rendere onore ai nostri colleghi uccisi quel giorno“.

Cinque uomini della scorta dell’onorevole Aldo Moro, tre poliziotti e due carabinieri, furono assassinati per rapire lo statista.

È altrettanto lecito che lo scenario vada  ridefinito, perché è giusto che vada restituita la verità ad innocenti vittime duramente private 42 anni fa come oggi.
Del resto Moro diceva: “Quando si dice la verità, non bisogna dolersi di averla detta: la verità è sempre più illuminante”.

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