Strage di Piazza Fontana, 50 anni fa l’inizio degli anni di piombo. Ancora sconosciuti gli esecutori materiali
Era il 12 dicembre del 1969 quando nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, a Milano, scoppia un ordigno contenente 7 chili di tritolo. Era pieno di clienti, poiché erano in corso le contrattazioni del mercato agricolo e del bestiame.
Muoiono 17 persone, per la precisione 13 sul colpo ed 87 rimangono gravemente ferite.
Erano le 16:37 e l’Italia sprofonda nel baratro degli attentati terroristici di Estrema Destra Ordine Nuovo. Il prefetto Achille Serra, allora giovane poliziotto, fu il primo ad entrare nella banca.
Quel giorno furono 5, avvenuti in 53 minuti, colpendo due città: Milano e Roma. Nella capitale ci furono 16 feriti in tre attentati: uno alla Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, uno in piazza Venezia e un altro all’Altare della Patria. A Milano, una seconda bomba venne ritrovata inesplosa in piazza della Scala.
La strage di Piazza Fontana è considerata la “madre di tutte le stragi“, praticamente è da quel maledetto giorno che inizia in Italia il cruento periodo conosciuto come “anni di piombo”.
Un attacco eversivo di matrice terroristica contro la Repubblica. Vite spezzate, sangue innocente versato in nome di feroci belve umane, chiamate terroristi, senza Dio, senza valori, ideali veri e nobili. Tutto per colpire lo Stato, la collettività, minacciando la democrazia attraverso vili attentati che portarono lutto, dolore e terrore. “Divise forate” si dirà di quei poveri poliziotti e carabinieri trucidati da terroristi senza scrupoli, che innescarono in quegli anni una spirale di terrore.
La Corte di Cassazione nel 2005 ha stabilito che la Strage di Piazza Fontana era stata compiuta da “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura“.
In quel vile attentato dell’Estrema Destra Ordine Nuovo muoiono: Giovanni Arnoldi Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Luigi Meloni, Vittorio Mocchi, Gerolamo Papetti, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silva, Attilio Valè.
Gli esecutori materiali sono ancora ignoti ed impuniti.
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