Sparlare, voce del verbo chiudere il cuore all’umanità

Il rettore del Santuario della Vergine del Silenzio, fra Emiliano Antenucci è un sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, ma è anche l’inventore del corso “silenzio, parla il Silenzio”.

Papa Francesco lo ha nominato d missionario della Misericordia a tempo indeterminato.

Non sparlare degli altri, Fra Emiliano Antenucci

 

In questi giorni è uscita la sua pubblicazione “Non Sparlare degli altri”, Effatà Editrice, già il titolo è tutto un programma. Chi ha orecchie, intenda.

Sparlare, ossia “parlare di qualcuno in modo malevolo o calunnioso”. Orrendo ricevere tale trattamento, ma ancora più orrendo è esserne l’artefice.

L’altro è sempre visto un pericolo, per certa miserrima gente, perché è differente, agli occhi del calunniatore.

Papa Francesco e Fra Emiliano Antenucci
Papa Francesco e Fra Emiliano Antenucci

Non sparlare degli altri, non è solo un atto morale, ma un gesto umano, perché quando “sparliamo” degli altri, sporchiamo l’immagine di Dio che c’è in ogni uomo”. Ha scritto così Papa Francesco nella prefazione del  libro di Fra Emiliano Antenucci.

Se parli, parli per amore“, scriveva sant’Agostino ed allora ‘se sparli, sparli per odio”. Che tristezza, che pochezza, che ambiguità in certe anime così fragili e preda della loro stessa carenza d’ amore, della loro stessa miseria.

Siamo “terroristi”, quando buttiamo “le bombe” del pettegolezzo, della calunnia e dell’invidia“, continua nella sua prefazione il Pontefice.

Terroristi, parola forte, ma che corrisponde, descrive in pieno il peso di parole dette spinti dall’invidia, spinti da un modo di essere infido, superficiale, gretto e meschino.

Spesso incontriamo persone del genere, fosse solo per un commento per la mascherina che indossiamo, o per quanta considerazione godiamo magari sul lavoro, sul gruppo di amici o magari del volontariato.

Basterebbe un buon esame di coscienza, basterebbe fermarsi a riflettere, in silenzio, perché il silenzio porta alla presa di coscienza appunto, per poi slanciarsi verso l’altro, rinnovati.

Come ha sottolineato Papa Francesco all’Angelus, nello scorso settembre: “Le chiacchiere chiudono il cuore della comunità”.

Foto tratte dal web

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