Santa Rosa da Viterbo: il suo corpo incorrotto continua ancora a parlare

Nuova ricognizione scientifica sul corpo incorrotto di Santa Rosa effettuata dal professor Luigi Capasso

I resti del corpo di un santo sono una importante parte del patrimonio storico dell’umanità, oltre ad essere un oggetto di culto. Rivelano a chi vi si accosta per fede, per studio o per curiosità, aspetti sconosciuti ed anche commoventi. Ci portano indietro di anni, a volte di secoli, mettendoci a tu per tu con noi stessi, trovando in quelle figure un significativo punto di riferimento.

Santa Rosa da Viterbo, nuovo abito Laura Ciulli infinite realtà. It
Santa Rosa da Viterbo

Ed è quello che è accaduto negli ultimi giorni, precisamente lo scorso 18 settembre 2026, quando i risultati delle analisi scientifiche sul corpo incorrotto della beata Rosa da Viterbo, sono stati resi noti in un incontro intitolato: “S. Rosa continua a sorprendersi”, avuto luogo presso il Monastero di Viterbo.

Ancora una volta questo corpicino incorrotto è legato al nome dell’antropologo Luigi Capasso, Docente di Antropologia e Direttore del Museo Universitario di Chieti.

Si tratta di un lavoro che ha richiesto mesi, infatti è iniziato lo scorso 29 aprile, giorno in cui la teca che custodisce i resti di “Rosina, santa a furore di popolo“, è stata aperta per effettuare operazioni di manutenzione straordinaria, oltre alla ripulitura della teca, dopo circa trent’anni.

Santa Rosa da Viterbo, nuovo abito Laura Ciulli infinite realtà. It
Santa Rosa da Viterbo

Essendo appannato dall’interno il vetro dell’urna ha evidenziato problemi. Aprire, però, rappresentava un probabile rischio biologico di contaminazione. Così il dr. Capasso ha deciso di eseguire due punture sul calcagno di santa Rosa che gli hanno permesso di riscontrare un tasso di umidità pari a zero. Una equipe specializzata attraverso le misurazioni ai raggi X, utili per determinare la composizione chimica, lo spessore dei materiali o la struttura cristallina, hanno evidenziato tracce di mercurio derivati dalla struttura dell’urna, oltre a composti di cera, poliestere e silicone.

Da tutto questo emerge un dato molto importante: l’urna non può più essere portata al sole, praticante sarebbe meglio evitare le processioni esterne dell’urna.

Corpo di Santa Rosa in processione Laura Ciulli infinite realtà.itE poi si arriva all’abito che riveste la mummia di Santa Rosa, perché le Monache avevano deciso di cambiarlo. Ad effettuare questa delicata operazione, la responsabile del laboratorio di restauro tessuti antichi Barbara De Dominicis, responsabile del laboratorio di restauro tessuti antichi.

Corpo di Santa Rosa da Viterbo Laura Ciulli infinite realtà.itLa restauratrice di manufatti e tessuti antichi  ha realizzato il nuovo saio francescano, seguendo le direttive delle Clarisse, in puro lino grigio cenere non trattato, mentre il cordone bianco in vita, è lo stesso del vestito precedente.

Sono state ricreate specifiche camere di trattamento specifiche, con formaldeide gassosa oltre il 37%, in modo da bonificare il tessuto ed eliminare acari e uova. Ora l’umidità interna dell’urna,  grazie ai tecnici, è stata stabilizzata al 30%, per preservare il corpo.

Tra il Professor Capasso e santa Rosa c’è ormai una sorta di ‘legame’, nato più di trent’anni fa, che lo unisce indissolubilmente a Lei.

La mummia di Santa Rosa da Viterbo" Luigi Capasso laura ciulli infinite realtà. ItLa sua ‘storia’ con santa Rosa, infatti , ha inizio nel 1996, con una ricognizione scientifica allo scopo di intervenire con una “operazione di restauro conservativo”, dal libro “La mummia di Santa Rosa da Viterbo“, stampato a Teramo nel 2000, proprio a cura dell’antropologo. Il professor Capasso ha compiuto studi di conservazione di resti umani antichi mummificati, come quelli di Santa Teresa d’Avila, di San Bernardino da Siena, e dell’Uomo del Similaun (Ötzi), risalenti all’Età del rame.

Lo scopo di quell’intervento, dunque, non era quello di studiare la mummia secca, bensì quello di conservarla. Le informazioni acquisite, l’uso di tecniche di indagine più moderne, hanno portato alla scoperta di aspetti antropologici di notevole interesse religioso e storico. In definitiva, bisognava trovare un appropriato metodo conservativo di questo ‘corpicino’ così venerato da secoli. Nei tempi passati le indagini sono state effettuate senza mai spostare il corpo dalla Chiesa dove era conservato, proprio per rispettare le rigorose prescrizioni pontifice. Così operando, tutte le attrezzature necessarie sono state portate nel Monastero, ambiente non proprio idoneo, a parte in alcune situazioni nelle quali alcuni locali del Monastero, sono stati adibiti a laboratorio, con l’ausilio di esperti, messi a disposizione dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, ed addirittura in segreto per espressa richiesta delle Autorità ecclesiastiche, nelle ore notturne e persino in collaborazione con la Questura di Viterbo.

Corpo di santa Rosa da Viterbo, particolare mani laura ciulli infinite realtà. ItEppure questo corpicino lungo 137 centimetri, dal peso di circa 6300 grammi, con resti dei bulbi oculari ben conservati, con le iridi dal colore azzurrognolo, con i quattro denti del giudizio in via di formazione, con resti di capelli che appaiono nerastri ed ancora nel cuoio capelluto, ancora parla agli uomini ed alla Scienza.

Tecnicamente dall’esame radiografico era emerso che lo scheletro era perfettamente completo e anche in perfetta connessione anatomica, con il quinto metatarsale sinistro danneggiato lievemente “a livello della sua estremità distale”,  e del dito corrispondente mancano le tre falangi. All’interno della cavità toracica vennero trovati resti polmonari. Patologicamente parlando era stata rilevata l’assenza dello sterno, ed a livello tibiale ci sono linee di Harris, ossia bande trasversali di tessuto osseo denso che compaiono all’interno delle ossa lunghe durante l’infanzia, che dimostrano un rallentamento della crescita scheletrica.

Cuore di Santa Rosa infinite realtà.it Laura Ciulli
Cuore di Santa Rosa

Il cuore di Santa Rosa di piccoli dimensioni mummificato rivela ben evidenti che i due ventricoli sono l’uno dei quali quasi doppio dell’altro.

Cuore di Santa Rosa infinite realtà.it Laura Ciulli
Cuore di Santa Rosa

Un cuore anomalo. Un miracolo sopravvivere con il cuore in quelle condizioni, con quella malformazione.

Santa Rosa da Viterbo, Laura Ciulli infinite realtà. ItLa mummia della ragazzina che ha sfidato l’imperatore Federico II di Svevia nel XIII secolo, quando la città di Viterbo era al centro delle lotte tra guelfi e ghibellini, è perfettamente conservata e rivelava la sua gracilità, morta presumibilmente tra i 18 ed i 19 anni circa, in vita  probabilmente alta circa 155 centimetri. Era affetta dalla sindrome di Cantrell, ossia una patologia letale presente alla nascita, che colpisce i neonati. Difficile, anche in questo caso, sopravviverne. Nulla è impossibile a Dio.

Del resto, come scriveva Mons. Lorenzo Chiarinelli vescovo di Viterbo negli “Interventi”: I secoli non hanno spento questa voce e la sua presenza, alta ed esemplare, ispira e guida, ancora con passo giovanile, il nostro cammino nel terzo millennio“.

Santa Rosa da Viterbo chiesa Santa Maria in Poggio Laura Ciulli infinite realtà.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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