Roberto Van Heugten ci presenta Gianluca Vanetti, ‘l’investigatore suo malgrado’ protagonista di ogni avventura dello scrittore olandese

Roberto Van Heugten è nato in Olanda, ma vive sul Lago di Garda. Con Homo Scrivens ha pubblicato i romanzi La casa sul meteorite (nuova edizione 2020); Il silenzio di Ada (2017); Asia, ombre e intrighi nella Brescia che conta (2019) e l’e-book 1000 Miglia 1951. Una fantastica edizione della corsa più bella del mondo (2020) più volte premiati e tutti con protagonista lo scrittore Gianluca Vanetti, l’investigatore suo malgrado.

Nel 2021 è stata la volta di Area riservata, sempre con Homo Scrivens.

Con questo libro, il nr. 1/2021 della collana “Dieci”, il lettore compie un viaggio nel mondo delle communities digitali, quelle che davanti ai recenti, drastici cambiamenti di abitudini si pongono come nuovi ambienti lavorativi, di scambio e di conoscenza. Tutto bello e condivisibile, senonché in uno di questi circoli virtuali succede qualcosa che esce dallo scopo per cui la community “Nuovi panorami” era stata ideata.

Sullo sfondo, la pressione di azioni criminose condotte da chi vuole compromettere i delicati equilibri dell’integrazione tra comunità reali, approfittando dell’anonimato garantito dal virtuale.

Roberto Van Heugten
Roberto Van Heugten

Roberto, spiegaci meglio e portaci per mano in questo mondo non sempre conosciuto ai più…

Ogni giorno usiamo la tecnologia e la rete per gli scopi più impensabili, da solo pochi anni fa. Dal prenotare un albergo all’agire sul conto bancario, dal cercare informazioni al condividere le nostre vite sulle piattaforme social, dal trovare notizie di cronaca in simultanea con i giornali tradizionali allo scambio di opinioni attraverso forum, blog e chi più ne ha…

Una cosa che abbiamo scoperto più di recente, forzati dai lockdown e da radicali cambiamenti di abitudini soprattutto lavorative, è la possibilità pervasiva di connetterci tra umani in ogni parte del globo usando le piattaforme di videochat e videoconferencing. Tecnologie un tempo pensate principalmente per scopi professionali sono diventate di uso comune.

Dall’usarle per i miei obiettivi lavorativi all’introdurle in Area riservata come mezzo per connettere diversi individui uniti da un folle progetto criminale il passo è stato brevissimo. Il gruppo che agisce nell’ombra e ne combina di ogni genere sfrutta i mezzi forniti da una community digitale assolutamente legale quale è la “Nuovi panorami” per perseguire i propri scopi oscuri e pericolosi.

Area riservata, Roberto Van Heuten
Area riservata, Roberto Van Heugten

Ci descrivi il personaggio di Gianluca Vanetti e ci sveli se troviamo in lui qualcosa di te?

Vanetti è un tizio tranquillo che ama la vita in tutte le sue sfaccettature. Scapolo, di mezza età, vive un’esistenza piuttosto solitaria, in compagnia della fedele gatta Opal, e da poco di un altrettanto fedele bassotto, e in collegamento con una ristrettissima cerchia di amici fidati. Tra le sue passioni annoveriamo cibo e bevande, soprattutto della tradizione italiana, il golf giocato e divertente, i viaggi e i libri, il tutto sostenuto da uno stile di vita tutto sommato sobrio. Mette in mostra le sue qualità migliori quando vive situazioni di emergenza e talvolta pericolo, come possono essere le investigazioni “suo malgrado” nelle quali viene trascinato nei romanzi.

In lui c’era qualcosa di me nella prima versione, raccontata in La casa sul meteorite, mio romanzo d’esordio e suo arrivo sulle colline del Garda bresciano. Poi, come spesso accade, libro dopo libro è cresciuto, è migliorato in tante cose e quindi si è staccato da me. Però il suo destino è sempre saldamente ancorato alla mia tastiera 😉

Lo apprezzi sempre o, a volte, avresti voglia di redarguirlo per qualche suo insopportabile difetto?

Ecco, a volte vorrei eliminarlo. Come era del resto nel primo embrione progettuale di questo ultimo romanzo. Ma poi, immaginando l’intera trama di Area riservata, la sua presenza era imprescindibile, quindi invece di ammazzarlo gli ho combinato un grosso guaio, che i lettori si divertiranno a scoprire già nelle primissime pagine.

Vanetti come si interfaccia con gli altri personaggi nel corso delle sue quattro avventure?

In modi sempre diversi, fino a poter definire quattro Vanetti per quattro romanzi. Ascoltatore un po’ insofferente nel primo, attento e delicato nel secondo – Il silenzio di Ada – più grintoso e determinato nel terzo – Asia, ombre e intrighi nella Brescia che conta – e infine attento, scaltro e preparato nel quarto.

Con queste caratteristiche i personaggi di contorno assumono di volta in volta atteggiamenti che conducono il lettore in dialoghi e porzioni di romanzo equilibrati e ricchi di dettagli, mantenendo ciascuno ruoli ben definiti.

Tutto questo, trascurando i colpi di scena tipici dei miei libri. Come si dice, attenzione: in casa Vanetti niente è mai quel che sembra.

Le tue origini sono olandesi: cosa pensi della letteratura gialla nordica?

È stata per un periodo la mia unica lettura extra fumettistica. Una sua caratteristica molto valida, almeno secondo il mio modesto parere, è il risparmio. Raramente ho trovato nei nordici pezzi di lettura inutile o ripetitiva, sono abbastanza diretti e puntano alla sostanza.

Non per fare vanto, ma anche grazie al mio editore Homo Scrivens e alla editor Serena Venditto, i miei romanzi presentano in questo parecchie somiglianze. Tanta sostanza, poco spreco di pagine. La trovo una forma di rispetto per il lettore, il quale dedica già il suo tempo alle pagine. Rubargliene di più è una rapina in un giallo!

Roberto Van Heugten
Roberto Van Heugten

Infine, quanto è importante la psicologia nel giallo e quanta veridicità richiede?

Per il primo punto rispondo: dipende da dove l’autore vuole andare a parare. Ci sono scrittori e storie che puntano maggiormente all’azione e alla presenza dei personaggi, altri che curano di più i risvolti psicologici dei protagonisti. Non credo si possa stilare una regola universale. Parlando dei miei, gli aspetti psicologici vengono prima di altri perché si basano su un investigatore che non lo è e da crimini che nascono sempre da un disagio interiore di qualcuno.

La veridicità di un romanzo giallo è sacra. Ovvero, la storia narrata così come la soluzione proposta devono essere perlomeno verosimili e trovare riscontro sostenibile nel periodo in cui viene ambientata la vicenda.

Un’altra cosa sulla quale non si può transigere è il rispetto delle procedure e degli inquirenti coinvolti, con attenzione a ruoli, responsabilità e facoltà di ciascuno. I giallisti lo devono sempre ricordare: ci sono lettori pronti a sparare sullo scrittore, se il grado di un carabiniere viene scambiato per quello di un poliziotto!!!

Non copiare!!!