Per riflettere prima della Messa: domenica 24 maggio 2026 – Anno A

Lo Spirito: giovinezza della Chiesa Gv 20,19-23

Per riflettere prima della messa padre Ubaldo terrinoni infinite realtà.it Laura CiulliLa sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Appena in cinque versetti, l’evangelista Giovanni ci consegna tre importanti, preziose certezze teologiche: il soffio creatore (soffiò su di loro), il dono dello Spirito (ricevete lo Spirito Santo) e l’investitura missionaria (…anch’io mando voi). Gesù Risorto dà così inizio all’ultimo tempo della storia della salvezza, nel quale lo Spirito Santo sarà il grande protagonista insieme alla Parola, che è destinata a crescere e a diffondersi dovunque (At 6,7; 12,24; 19,20).

Al gesto del “soffio”, Gesù fa seguire il momento del reale Dono: “Ricevete lo Spirito Santo” (v. 22). Il testo greco fa ricorrere qui il vero làbete che vuol dire prendete, per sottolineare chiaramente che lo Spirito non è soltanto dato dal Risorto e ricevuto passivamente dai discepoli. Tutt’altro! Si richiede la loro partecipazione, la loro intenzionale disponibilità per accogliere un tale inestimabile “Dono”. Deve dunque intercorrere una bella e magnifica sinergia tra il Risorto, lo Spirito e il singolo discepolo.

Così, lo Spirito accolto dal discepolo vuole risultare non una presenza inerte, bensì un principio dinamico di una nuova vita; principio nuovo dei pensieri, delle scelte, del lavoro, delle fatiche, delle gioie, delle sofferenze, delle conquiste… Egli vuole rinnovare, riunire, richiamare, sollecitare, stimolare, sostenere, incoraggiare… E tutto ciò perché con il dono dello Spirito si comincia a pensare, vivere, programmare e scegliere con criteri nuovi! Si comprende di qui come risulta impegnativa e coinvolgente la sinergia con lo Spirito…!

Segue poi il momento dell’invio missionario: …anch’io mando voi. I discepoli, prima timorosi, diventano poi audaci, forti e felici messaggeri del Vangelo, grazie al dono dello Spirito Santo. Essi si aprono al mondo intero, perché la Chiesa è per sua natura missionaria, è aperta al dialogo con tutte le culture. Guidati dallo Spirito, si lanciano per le strade del mondo per annunciare il messaggio di salvezza del Cristo.

Gli Undici annunciano il Cristo Risorto. La difficoltà che incontreranno sono tante e grandi, ma lo Spirito che è in loro dona coraggio, li fa sentire forti e li aiuta a superare tutti gli ostacoli. Oggi, in questo nostro tempo, potrebbe prenderci la tentazione di richiuderci di nuovo “nel Cenacolo” prigionieri di paure, perché ci ritroviamo a essere un “piccolo gregge”. Certo “fuori” spira il vento dell’indifferenza, della contraddizione, del rifiuto, dell’avversione… e può tornare la febbre della paura che fa erigere steccati e muri di protezione. Ma c’è lo Spirito che ridona coraggio e lancia verso nuove imprese e nuovi traguardi. Perciò è saggio e santo fare riferimento e affidarci a questa preziosa “Santa Guida” per non essere costretti a riferirci esclusivamente a risorse ed espedienti umani.

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