La scrittrice Manuela Chiarottino ci racconta l’Irlanda e l’amore

Abbiamo già intervistato in passato la scrittrice piemontese Manuela Chiarottino, allora per parlare del suo romanzo “La bambina che annusava i libri”, oggi la incontriamo di nuovo per la sua ultima uscita “Tesoro d’Irlanda” (ed. More Stories). 

Manuela Chiarottino
Manuela, si tratta di due storie d’amore, ma non solo… Se la prima ci ha portato nei segreti racchiusi in un antico ex libris e nel cuore della Toscana la seconda ci fa volare su un’isola verde, tra scogliere e onde impetuose, boschi che sussurrano misteri e prati in fiore… Quali analogie e quali differenze tra le due opere?

Entrambe le protagoniste, Stella ed Eileen, hanno un dolore nascosto nel cuore, ma nel corso della storia faranno pace con quella parte del loro passato e vivranno una profonda crescita personale. Ritroviamo il valore dei sentimenti, intesi sia come l’amore tra un uomo e una donna, sia come legami familiari, e in entrambi i romanzi ho dato molta importanza alla suggestione dei luoghi, ma mentre ne “La bambina” erano le vie familiari della Toscana, qui faccio volare il lettore fino in Irlanda. Inoltre, mentre nel primo mi sono addentrata nella storia e negli enigmi degli ex libris, qui ogni pagina accarezza la magia delle leggende irlandesi. Sarà il lettore a scegliere se accogliere l’incanto nascosto intorno a noi o seguire la via più razionale.

Eilleen, la protagonista, come è nata e ha preso forma nella tua mente?

Se in Stella c’era un po’ la mia parte più timida e riflessiva, in Eileen in fondo ho esplorato altri miei aspetti, come l’amore per i viaggi, la natura, tanto per non smentire il fatto che si mette sempre qualcosa di sé nei propri personaggi. Volevo però mostrarla subito come una donna forte, pronta ad affrontare le sfide, anche da sola.

Qual è il viaggio che le fai compiere, inteso nel cuore dell’Irlanda e, ancor più, interiore?

È il viaggio di una giovane donna alla ricerca delle proprie origini, un viaggio che la porterà in una terra incantata, dove troverà molto più di quanto si sarebbe aspettata. Un viaggio interiore, per ritrovare quella parte di sé bambina a lungo dimenticata e accogliere la magia che pervade ogni cosa. Non importa se sia reale o meno, basterà conservare la meraviglia nello sguardo, la voglia di sognare e affidarsi all’amore.

Narri una terra incantata, come ti sei potuta documentare per le ambientazioni e per la cultura e le tradizioni irlandesi?

L’Irlanda mi ha sempre attratto, così come le leggende del Piccolo Popolo, negli anni avevo già letto diverse cose riguardanti la loro storia. Naturalmente per il romanzo mi sono documentata ancora, tra libri e siti internet che riguardavano la cultura e le tradizioni di quella terra.

Hanno entrambi lo stesso target di lettori a tuo avviso? In quale genere letterario lo possiamo far rientrare?

Sono entrambi due romance, due intense storie d’amore, quindi credo che possano essere apprezzate dallo stesso target di lettori. Certo in “Tesoro d’Irlanda” c’è qualcosa in più per chi ama conoscere altri Paesi e le loro curiosità e soprattutto per chi apprezza un lato dal sapore fantasy, sempre ricordando che non c’è nulla di esplicito. Se si sentiranno sussurri tra i prati, potranno essere le fate o soltanto delle voci lontane, a voi scegliere.

Non copiare!!!