La forza delle donne di Serena Uccello in “La nostra casa felice”

Quando la violenza, criminale, permea ogni aspetto del vivere, quale salvezza può esserci? E’ da questa domanda che prende vita il romanzo di Serena Uccello, giornalista de Il Sole 24 Ore, edito da Giulio Perrone Editore. Benché la giornalista non sia nuova nella veste di scrittrice, questo è il suo esordio nella narrativa; fino ad ora, infatti, si è dedicata alla saggistica, pubblicando “L’Isola civile – Le aziende siciliane contro il racket” (Einaudi, 2009), “Nostro Onore. Una donna magistrato contro la mafia” (Einaudi, 2014), “Generazione Rosarno” (Melampo, 2015) e “Corruzione” (Einaudi, 2016). 

Ho incontrato l’autrice in occasione della presentazione monzese del romanzo e la storia è tanto intrigante quanto articolata; non vi è un protagonista di punta, ma la storia assume una voce corale dando spazio, di volta in volta, ai tanti personaggi che si muovono e agiscono sul palcoscenico costruito con maestria da Serena Uccello. Questo aspetto è molto interessante ed importante ai fine della storia in quanto permette al lettore di conoscere i punti di vista e i pensieri di tutte le persone coinvolte nella storia.

TRAMA

Quando sei nella squadra mobile di Reggio Calabria, impari che seguire i silenzi è importante quanto stare dietro alle parole. Quando rincorri latitanti, impari che intrufolarti nelle vite altrui conta più che cercare indizi nelle loro case. A raccogliere questi insegnamenti è Argentina, impegnata nelle indagini nella Piana di Gioia Tauro che hanno portato alla cattura del boss Gregorio e alla fuga del figlio Domenico. La poliziotta, con l’intento di mettersi sulle sue tracce, si trova a seguire i rapporti di sangue, le diramazioni dell’albero genealogico e vede la sua stessa vita risucchiata in quel vortice di ambiguità e di bugie tanto da chiedersi chi sia davvero suo marito Antonio. Conosce Nunzia, la sorella di Domenico, e la ascolta, cerca di tracciare l’origine dei suoi pensieri e la conclusione delle sue riflessioni. Le domande di Nunzia diventano i dubbi di Argentina, così come le sue incertezze. Una forza centripeta risucchia la figlia del boss negli affari della famiglia, fino a metterla in pericolo. E in un sovrapporsi di tensioni, solo la purezza di Miriam, figlia di Nunzia, apre un nuovo squarcio. Ma quando la violenza criminale permea ogni aspetto del vivere quale salvezza può esserci? Le due donne scopriranno la necessità di un gesto definitivo e doloroso e lo intuiranno l’una nel volto dell’altra.

ARGENTINA E NUNZIA

Le due donne cardine della storia sono Argentina e Nunzia. La prima è una poliziotta e una donna molto colta, che crede di essere emancipata e rappresenta in qualche modo il riscatto sociale della famiglia in quanto è la prima ad essersi laureata. Argentina è sposata con Antonio e il loro matrimonio sembra essere basato sulla fedeltà e fiducia reciproca. Ma, lavorando a delle indagini per la cattura di un boss ricercato, la poliziotta scopre verità scomode sulla vita del compagna e, soprattutto, entra in contatto con Nunzia.

Nunzia, al contrario di Argentina, è una donna priva di strumenti culturali e di certezze. E’ figlia, sorella e moglie di uomini mafiosi ed è anche una madre fredda e distaccata.

Il suo incontro con Argentina si rivelerà salvifico perchè capirà subito che nella sua vita c’è qualcosa che non va per il verso giusto, qualcosa di profondamente sbagliato, il quale richiede un cambio radicale.

Frequentandosi, le due donne si immedesimano, specialmente Argentina in Nunzia propria a seguito di un gesto compiuto da Argentina, che in realtà rivela una natura molto diversa dalla sua. Questo gesto è anche lo specchio del suo sentimento nei confronti del tradimento del marito.

CONCLUSIONE

Coraggio, fedeltà, rinuncia, violenza. Questi i temi principali trattati dall’autrice in un libro che è sì un romanzo, ma anche, e soprattutto, un percorso di redenzione. Argentina e Nunzia sono esempi di forza e tenacia, capaci di insegnarci a reagire anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato.

L’AUTRICE

Serena Uccello, siciliana di nascita vive a Milano, laureata in Lettere Antiche, è giornalista professionista e dal 2001 lavora per Il Sole 24 Ore. Ha frequentato la Bottega di narrazione guidata da Giulio Mozzi e ha pubblicato L’Isola civile – Le aziende siciliane contro il racket (Einaudi, 2009), Nostro Onore. Una donna magistrato contro la mafia (Einaudi, 2014), Generazione Rosarno (Melampo, 2015) e Corruzione (Einaudi, 2016).