“Il crepuscolo del sogno” e il dramma dell’esistenza, ne parliamo con la scrittrice Costanza Marana

Dopo il primo libro “Rêverie di una vita in terza persona”, la scrittrice Costanza Marana torna sul panorama editoriale con “Il crepuscolo del sogno”, pubblicato nuovamente dall’Erudita Editore.

Ad Arles, “ove Rodano stagna”, cellula, esistente e allo stesso tempo immaginaria, dell’iter narrativo, si compone il selciato percorso da Aurelian. La sua esistenza si rivela nel contesto familiare, in quello sentimentale e nei rapporti d’amicizia. Lo scenario è mobile: una piattaforma onirica; la Camargue immersa in una nuvola rosa di fenicotteri; una locanda-teatro in cui si rappresenta il paradosso della vita.

Costanza Marana
Costanza Marana

Nel contesto narrativo organico, reale e immaginario si compenetrano in uno stilema quotidiano che associa e rimanda a riferimenti culturali, letterari e artistici, immergendo i vari personaggi nell’eterogeneità delle vicissitudini.

Costanza, nel tuo libro parli di drammaturgia e simbolismo dell’esistenza. Ci puoi spiegare meglio?

Aurelian, il personaggio principale del mio libro, compartecipa a un sistema simbolico filtrando ogni aspetto della vita attraverso l’intelletto. Egli stesso vuol far parte del giogo simbolico. La piattaforma narrativa è mobile, dal reale all’immaginario, mettendo in scena il dramma dell’esistenza, nei suoi aspetti delicati e grotteschi. Aurelian sublima la poetica del quotidiano nella contemplazione dei rimandi simbolici presenti, sotto una lente ideale che permette di vedere ciò che è invisibile.

Costanza MaranaQuali sono i personaggi a cui hai dato vita e quali sono, rispettivamente, le loro principali caratteristiche?

Il personaggio principale Aurelian è un mercante d’arte che vive ad Arles. La sua famiglia è composta da una nonna materna che, seguendo la drammaturgia esistenziale, si crogiola nell’estasi della suggestione della vecchiaia; una sorella descritta con lo sguardo ceruleo incenerito, dalle movenze lente, che viene colta dall’oscurità quando era senza difese, oscurità impersonata da suo marito, appellato come colui che si nasconde nella densità del muro compatto del buio; infine sua madre che cerca di forgiare Aurelian secondo un costituzionalismo poetico dalla poetica del vero al verisimile. Il suo migliore amico è una costante della narrazione e si dimostra differente da lui per volubilità di intenti, schiavo del tempo e dei suoi vizi. Aurelian conoscerà l’aspetto tenero, grottesco, a volte superbo insito nelle relazioni sentimentali attraverso la presenza e l’incontro di alcune figure femminili eterogenee tra loro. La tessitura narrativa è ricca e ci sono altri personaggi e vicende che compongono il tracciato.

Libertà e indipendenza che connotazione assumono nel protagonista Aurelian?

Aurelian è uno strenuo individualista. Egli attende l’imbrunire, quando il buio inverte i confini, per riappropriarsi della sua tonalità primaria e per profondere in ciò che è autentico. Al crepuscolo si sente libero dall’attesa e libero di ricercare l’infinito. Egli sente vivido in questo momento insulare il suo dialogo interiore.

Costanza Marana
Costanza Marana

Nelle tue pagine troviamo un certo spirito narcisistico molto frequente nel mondo dell’arte?

L’artista attinge al suo mondo interiore e condivide la sua solitudine. Dal suo silenzio e dal suo pensiero crea senza compromessi. Io considero ancora la figura dell’artista come un umanista, un eroe romantico. Non penso che siano figure contestualizzate, penso che siano eternabili e che alcune caratteristiche preesistano al modo di essere contingente.

Infine, mi ha colpito molto una frase, che cito testualmente: “Seguire il non senso per ritrovare il senso e la direzione”. Aiutaci a capire questo concetto che, apparentemente, può sembrare contraddittorio.

Aurelian crede che nel surreale egli possa ritrovare la coerenza del reale poiché in realtà gli opposti coincidono. L’abbandonarsi a qualcosa di decontestualizzato può far ritrovare il senso del reale poiché il processo di astrazione è contenuto nel reale.

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