L‘Italia sta pagando il prezzo più alto al coronavirus. Ormai ci sono più morti che in Cina, al 19 marzo erano 3450 i morti. I pazienti ricoverati con sintomi sono 15757, in terapia intensiva 2498, mentre14935 sono in isolamento domiciliare, secondo i dati forniti dalla Protezione Civile alle 18:00.
Nonostante gli incessanti appelli a restare in casa per fronteggiare l’avanzata del Coronavirus, ci sono degli scellerati che escono con le scuse più banali. Sembra che gli italiani non possono stare in casa, non possono rinunciare alla passeggiata nel parco, tantomeno a fare ginnastica.

Le Forze dell’ordine sono impegnate da giorni in prima linea, per verificare che vengano rispettate le nuove misure anti contagio. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri per arginare il contagio del Covid- 19, l’Italia si è trasformata in zona protetta.
Per chi non rispetta gli obblighi che sono illustrati nel provvedimento sono previste le sanzioni ex art 650 del codice penale fino a tre mesi di arresto e fino a €206 di ammenda.
Complessivamente sono state denunciate oltre 29000 persone a seguito dei controlli.
Eppure stanno accelerando i contagi, se addirittura creata una task force di medici da tutta Italia per intervenire nelle aree maggiormente colpite, come affermato dal presidente Giuseppe Conte.
Tra i medici sono 13 le vittime.
L’Italia sta pagando il prezzo più alto al coronavirus: ci sono più morti che in Cina, al 19 marzo erano 3450 i decessi.
I pazienti ricoverati con sintomi sono 15757, in terapia intensiva 2498, mentre 14935 sono in isolamento domiciliare, secondo i dati forniti dalla Protezione civile alle 18:00.
Un bollettino di guerra, mentre si prevede il picco in questo fine settimana.
Ma ci sono morti anche tra i sacerdoti e Bergamo è un po’ il simbolo di questa epidemia con un numero di sacerdoti uccisi dal contagio. In pochi giorni sono deceduti 13 preti.
Lutti senza fine ormai. Un’immagine drammatica è quella della colonna dei mezzi militari impiegati per trasportare le bare dal cimitero di Bergamo, ai forni crematori di altre regioni. Non c’è più spazio nella camera mortuaria del Cimitero, neanche dentro la Chiesa e quindi le vittime del coronavirus sono portate altrove.
È importante rimanere a casa, perché altrimenti si rischia per noi e per gli altri. #noncepiutempo
Foto tratta dal web