Cesare Battisti l’ex terrorista è stato finalmente arrestato a Santa Cruz de La Sierra, in Bolivia.
A permettere la sua cattura sono stati gli agenti della Polizia di Stato e quelli della polizia brasiliana.
Presto sarà condotto in Brasile, da dove probabilmente sarà estradato in Italia, dove sconterà l’ergastolo.
A confermare l’avvenuta cattura di Battisti è stato anche Antonio Bernardini, l’ambasciatore italiano in Brasile.
Una squadra speciale dell’interpol formata da investigatori italiani e brasiliani, ha arrestato l’ex terrorista alle 17:00 di ieri, ore 22:00 in Italia.
Aveva barba e baffi finti.
Finisce così la fuga di un pericoloso terrorista condannato in Italia a due ergastoli per 4 omicidi membro dei proletari armati per il comunismo (Pac).
Il terrorista 64enne latitante dal dicembre 2018, dopo la revoca dello status di residente permanente in voci in Brasile e l’ordine di estradizione messo dal Presidente Michel Temer, camminava tranquillamente in una strada di Santa Cruz della Sierra con un documento d’identità brasiliano che riportava proprio il suo nome e cognome.
Prezioso il lavoro della squadra speciale, attuato il proprio sul territorio tra appostamenti e circoscrizioni.
Ora finisce per sempre la vicenda di un uomo originario di Cisterna di Latina, evaso nel 1981 dopo una condanna per banda armata, condannato in contumacia per la partecipazione a 4 omicidi, dcappato in Messico in Francia, ma poi successivamente raggiunge il Brasile nel 2004, dove 3 anni dopo viene arrestato.
Tra status di rifugiato, diritto d’asilo, richiesta di estradizione negata, arresti, scarcerazione ed una mobilitazione, grazie all’operato della Criminalpol e dell’Antiterrorismo è finito tutto questo.
Un uomo che ha distrutto famiglie, seminando lutto e dolore, lasciando una scia di bestiale violenza dietro di sé.
Come sottolineato dal suo profilo Facebook dal giornalista Enrico Mentana: ” Spero che stavolta finalmente sia estradato in Italia perché chi ha ucciso in tempo di pace, non deve mai farla franca, soprattutto quando nasconde dietro motivazioni politiche, il delitto e la fuga”.
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