Benedetto XVI, il Papa Emerito nel silenzio e nella preghiera

Il primo Papa Emerito della storia Benedetto XVI è tornato al Padre, ieri 31 dicembre 2023.

Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano“, con queste parole il direttore della Sala stampa Matteo Bruni ha annunciato al mondo la morte del primo Pontefice a scrivere su Twitter.

Joseph Aloisius Ratzinger è stato il 265esimo papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, 7° sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia. Papa dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013, ossia fino al giorno della sua rinuncia al pontificato, la prima da ben sei secoli. Aveva compiuto 95 anni lo scorso aprile e da giorni era in gravi condizioni, anche se stabili.

Papa Emerito Benedetto XVI È morto a Roma, precisamente al Mater Ecclesiae,  dove, appunto, si era ritirato dal momento delle sue dimissioni.

Unanime il cordoglio espresso in tutto il mondo. In Italia:  “La sua figura rimane indimenticabile per il popolo italiano. Intellettuale e teologo ha interpretato con finezza le ragioni del dialogo, della pace, della dignità della persona, come interessi supremi delle religioni. Con gratitudine guardiamo alla sua testimonianza e al suo esempio“, ha detto il   Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Benedetto XVI è stato un gigante della fede e della ragione” ha sottolineato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Figlio di un poliziotto e di una cuoca, era nato a Marktl am Inn, in Baviera, il 16 aprile del 1927.

Amava particolarmente la musica classica fin dai tempi dell’infanzia, teologo, grande studioso, nonostante la sua evidente timidezza.

Divenne sacerdote il 29 giugno 1951, divenne dottore in teologia con una tesi su sant’Agostino e venne abilitato all’insegnamento con un’opera su san Bonaventura, in diverse università tedesche come Bonn, Tubinga e Ratisbona.

Nel giugno 1977 viene creato cardinale da Papa Paolo VI e nel 1981 viene nominato da Papa Giovanni Paolo, II Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. È stato anche presidente della commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa cattolica, vice decano e successivamente decano dei cardinali.

Il 19 aprile del 2005 viene eletto Papa, al quarto scrutinio. Ma è l’ 11 febbraio del 2013 che con una sua decisione suscita una grande sorpresa nel mondo: lascia il Pontificato con queste parole: “Ben consapevole della gravità di questo mio atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, successore di San Pietro, a me affidato per mano dei cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice“. Prima di lui, furono Celestino V il 13 dicembre 1294, e Gregorio XII nel 1415.

Una scelta della quale non si è mai pentito “neppure per un solo minuto”, come spesso precisava.

In questi ultimi anni di vita come Papa Emerito si è dedicato alla preghiera per la salvezza delle anime della Chiesa.

Gesù di Nazaret, Joseph RatzingerCi ha lasciato importanti opere, tra le quali la più nota ed apprezzata è stata Gesù di Nazareth in più volumi.

 

Sarà Papa Francesco a presiedere i funerali di Joseph Ratzinger, giovedì 5 gennaio, alle 9:30, in Piazza San Pietro.

Papa Francesco con il papa emerito Joseph Ratzinger
Papa Francesco con il Papa Emerito merito Benedetto XVI

 

Si è notevolmente impegnato contro la pedofilia del clero e proprio lo scorso 6 febbraio in una lettera relativa al rapporto sugli abusi nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga, il Papa Emerito Benedetto XVI conclude con un pensiero che ha tutta la connotazione di un testamento spirituale, con una intensa riflessione sulla morte: “Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico e il fratello che ha già patito egli stesso le mie insufficienze e perciò, in quanto giudice, è al contempo mio avvocato (Paraclito). In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte. In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all’inizio dell’Apocalisse: egli vede il Figlio dell’uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: “Non temere! Sono io…” (cfr. Ap 1,12-17).”.

Cari amici, con questi sentimenti vi benedico tutti.

Benedetto XVI”.

Foto tratte dal web

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