“Questo non è amore”, la campagna di prevenzione della Polizia di Stato alla IV edizione

In vista del 25 novembre, giorno in cui ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Polizia di Stato presenta la campagna di prevenzione permanente “Questo non è amore“, giunta alla quinta edizione e curata dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato.

La Giornata internazionale è l’occasione per focalizzare l’attenzione su un problema che è sempre più attuale, quello della violenza di genere, divenuto una vera e propria piaga sociale.

Un dato su tutti: dal primo gennaio al 7 novembre, nel nostro Paese, sono state uccise 103 donne, una ogni tre giorni, di cui 87 in ambito familiare-affettivo, e 60 di loro hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

Se aggiungiamo violenze fisiche e psicologiche, ricatti e minacce di ogni genere, otteniamo un quadro difficile, nel quale la Polizia di Stato si è inserita diventando, con i propri uffici e servizi, il terminale di tutta quella necessaria e doverosa attività di prevenzione e di contrasto di questi reati.

Questo non è amore, Polizia di Stato

“Affrontiamo il tema della violenza di genere ben consapevoli della sua estrema gravità. Sappiamo che è una prerogativa assoluta, una battaglia di civiltà” sono le parole con le quali il capo della Polizia Lamberto Giannini inizia la presentazione dell’opuscolo “Questo non è amore” 2021.

“Sapere di poter contare su poliziotti capaci, che ogni giorno accolgono le vittime con umanità, sapere di poter contare sul loro profondo senso del dovere, mi consente, infatti, di poter guardare negli occhi ogni singola donna, vittima di violenza, e di poterle dire: non sei sola”.

Le donne vittime di violenza vengono accolte in apposite strutture da personale specializzato, con il supporto degli psicologi della Polizia di Stato e dei Centri antiviolenza.

Ma non solo. La prevenzione diventa un sistema, nel quale vengono coinvolti anche i questori, che esercitano le loro attribuzioni e le loro prerogative esclusive per neutralizzare le minacce che ogni giorno si manifestano tra le mura domestiche.

“Ma la sfida più grande – conclude il capo della Polizia – è quella di convincere ogni singola vittima di violenza ad uscire dal silenzio”.

L’importanza della prevenzione traspare anche dalle parole dal direttore centrale Anticrimine Francesco Messina: “Ogni volta che ci troviamo di fronte a un femminicidio, continuiamo a domandarci se quel coltello, quella pistola, quelle mani, potevano essere fermate”. “Dobbiamo occuparci a fondo anche degli uomini maltrattanti – dice ancora Messina – dobbiamo capire da dove nasce la loro violenza, di quali stereotipi si è nutrita ma, soprattutto, dobbiamo verificare se per ognuno di loro ci sia la possibilità di prendere autenticamente coscienza della loro condizione. Difendiamo le donne occupandoci degli uomini prima che sia troppo tardi”.

Oggi questo è possibile grazie ad iniziative come il “Protocollo Zeus”, che amplifica l’efficacia dell’ammonimento del questore andandosi ad occupare dell’uomo che maltratta.

Introdotto dalla legge 119 del 2013, questo protocollo cambia l’approccio della prevenzione rivolgendo la sua attenzione alla figura dell’uomo maltrattante o stalker, introducendo strumenti unici in Europa per spezzare il ciclo della violenza, aiutare gli autori di queste condotte a comprendere la gravità delle proprie azioni, e far loro apprendere come vivere e gestire le relazioni personali ed affettive in modo sano e rispettoso della partner.

Si parte dall’ammonimento del questore, rivolto alla persona che sta attuando condotte che procurano danno o sofferenza nelle relazioni strette, prima che possano interessare il sistema penale.

Gli ammoniti arrivano a colloquio e vengono accompagnati in un percorso che li porta alla consapevolezza della gravità e del rischio connesso alla sua modalità di agire, a rendersi conto della soglia critica a cui è arrivata, oltre la quale c’è il rischio dell’arresto e dell’avvio di un procedimento penale.

Nell’ambito del progetto “…Questo non è amore” lo scorso 28 aprile la Polizia di Stato ha promossa l’iniziativa #sicurezzaVera assieme alla Federazione italiana pubblici esercizi. l’obiettivo è quello di far diventare gli esercizi pubblici, come bar, ristoranti, discoteche e non solo, veri e propri presidi di legalità e tutela. Un modo nuovo per far emergere situazioni di violenza di genere.

Nell’opuscolo, oltre ad approfondire questo sistema, vengono raccontate le testimonianze di vittime ma anche di carnefici, illustrati alcuni dati statistici delle Divisioni anticrimine e, infine, si ricorda lo strumento messo a disposizione dalla Polizia di Stato per segnalare situazioni di violenza domestica.

Si tratta dell’App YouPol, che permette di segnalare anche in forma anonima, oltre a episodi di spaccio e bullismo, anche reati di violenza che si consumano tra le mura di casa.

 

Ministero dell’Interno

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