25 novembre, una Giornata per riflettere che a volte “non è amore”

25 novembre una data molto importante e molto forte: è la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Un dramma che si compie quasi giornalmente in Italia e nel mondo. Dall’inizio del 2018 sono stati già 32 i femminicidi, ma aumentano, per fortuna, le denunce e gli arresti.

Questa del 25 novembre è una Giornata indetta dall’Onu nel 1999, proprio per sensibilizzare su un fenomeno inquietante, e ben radicato.
Quest’ anno l’agenzia ONU “Un Women”, che si occupa dei diritti delle donne, ha proposto che   tutti gli eventi continuino  fino al 10 dicembre 2018.

Ma perché il 25 novembre? Perché  il 25 novembre del 1960 vennero trovate le  tre sorelle Mirabal – Patria, Minerva e Maria – in fondo a un precipizio.  Sui loro corpi gli evidenti segni di torture. Le tre povere donne erano state catturate, mentre andavano a trovare i mariti in carcere in un’imboscata, dagli agenti dei servizi segreti del dittatore Rafael Leònidas Trujillo, che  ha governato la Repubblica Dominicana, per più di trent’anni.

In Italia, la Polizia  di Stato, sensibile a questa terribile tematica,  ha indetto una campagna informativa, “Questo non è amore“, con  la quale da anni è scesa a fianco delle donne. In tutte le province italiane si svolgono incontri per invitare le donne a reagire, ad uscire dall’isolamento, grazie al supporto di un’equipe, formato  da personale specializzato della Polizia di Stato.

Cortei, manifestazioni, spettacoli in giro per l’Italia, come ieri  sabato a Roma con il  grande corteo “Non una di meno“, al quale ha partecipato l’associazione di Viterbo,  Erinna.

Erinna al corteo contro la violenza alle donne a Roma

Ma le donne   continuano a morire, a subire.
Ho sempre pensato che bisogna continuare  a sensibilizzare l’opinione pubblica  sull’esistenza e gravità del problema, per capire cosa fare e come muoversi, ma servono leggi mirate e più consone.

Anni fa ho assistiro allo spettacolo teatrale “I labirinti del male”, quando ha fatto tappa a Viterbo, per aprire la conoscenza, per scuotere le coscienze su un problema che non ha tempo, non conosce differenze socio-culturali: la violenza sulle donne.

Uno spettacolo teatrale molto forte, incisivo, dove il già generale dei RIS di Parma, Luciano Garofano interpretava  se stesso: è lui con la sua professionalità, la sua esperienza, le sue emozioni.

La rappresentazione  indagava  entrambe le facciate della stessa medaglia, quella della violenza. Una brava ed intensa Giorgia Ferrero, reduce dall’esperienza ne “La grande bellezza”, interpretava  il ruolo della donna e del carnefice, in un vortice tra realtà e finzione, e lui, Luciano Garofano,  il paladino delle donne vittime, analizzava  quegli aspetti che troppo spesso sono trascurati, come il forte ruolo della tecnologia. Un vademecum per sapere cosa fare se si è vittima di violenza, il ruolo delle Istituzioni.

Luciano Garofano ha lasciato anche quella sera il messaggio di  “ non accettare qualsiasi cosa in nome dell’amore, quell’amore malato che procura lividi, umiliazioni e troppo spesso la morte”.

Sicuramente molto si deve anche alla drammaturga Giulietta Kelly, che con questo copione, interpretato dai protagonisti con il cuore, che ha saputo creare un filo invisibile tra la vita e la morte, la paura e la rabbia, il sangue e l’incubo del femminicidio.

Originale e d’effetto la regia di Alessandro Molinari che sapientemente ha reso partecipe in un particolare gioco di immagini, suoni e musiche tutte le sfaccettature di un orrore ormai sempre più preponderante.

Grande contributo quello della  trascinante song writer Laura Trent, che ha collaborato alla colonna musicale dello spettacolo e si è esibita dal vivo sul palco del san Leonardo.

Non è stato facile per me assistere a “I labirinti del male”, non c’era niente per cui gioire, ma solo un’infinita tristezza nel pensare all’orrore che hanno vissuto quelle povere donne, ma con la consapevolezza di continuare, anche grazie alla Polizia di Stato, a persone come Luciano Garofano, Giorgia Ferrero, Laura Trent, Giulietta Kelly ed Alessandro Molinari a liberarci dai labirinti del male, per andare oltre…

 

 

 

 

 

 

 

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