Nuoro, XII edizione del Premio Grazia Deledda presieduta da Alberto Asor Rosa

Uno storico Premio nato nel 1952 a Nuoro, giunto alla XII edizione, presieduta da Alberto Asor Rosa, uno dei più autorevoli italianisti e accademici a livello internazionale.

Si tratta del Premio Grazia Deledda, che vede la Sardegna e nello specifico Nuoro, al centro del panorama letterario nazionale.

Il premio, dedicato appunto al Nobel nuorese, è organizzato dalla Fondazione Grazia Deledda, con il sostegno e la collaborazione del Comune di Nuoro, Banco di Sardegna, Fondazione di Sardegna, Isre, La Nuova Sardegna e L’Unione Sarda. 

Nuoro, dunque, ritorna ad essere la Capitale italiana dei libri, in un periodo così difficile come questo, a causa dell’emergenza Covid-19. L’occasione per ripartire, proprio attraverso la letteratura, la cultura e per trasmettere un messaggio di speranza.

Il prossimo 28 dicembre la diretta streaming, alle 16:30, dall’aula consiliare del palazzo municipale di via Dante, a Nuoro.

Grazia Deledda, seconda donna a ricevere questo riconoscimento dopo la svedese Selma Lagerlöf e la prima italiana, nasce a Nuoro,  il 28 Settembre 1871 in un famiglia numerosa e benestante. 

Grazia D
Grazia De, statua Monte Ortobene, Sardegna

Il Comune di Nuoro ha inaugurato, nello scorso agosto, una nuova statua bronzea dedicata alla scrittrice, che è stata collocata in cima al Monte Ortobene, luogo a lei molto caro. Alta circa un metro e 80, escluso il basamento, in mezzo al prato verde del parco in cima all’Ortobene, dell’artista bortigalese Pietro Longu. 

A correre per la sezione Narrativa, con  la commissione presieduta da Aldo Maria Morace, università di Sassari, sono i finalisti Carmine Abate con “Le rughe del sorriso” (Mondadori), Stefania Auci con “I Leoni di Sicilia” (Nord), Benedetta Cibrario con “Il rumore del mondo” (Mondadori), Maurizio De Giovanni con “Il pianto dell’alba” (Einaudi), Antonietta Langiu con “Tessiture di donne” (Manni), Marta Morazzoni con “Il dono di Arianna” (Guanda), Alessio Petretto con “Come roccia sgretolata” (Morellini), Vanessa Roggeri con “La cercatrice di corallo” (Rizzoli), Giorgio Scianna con “Cose più grandi di noi” (Einaudi) e Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi). A correre per la sezione Saggistica (la commissione è presieduta da Attilio Mastino, università di Sassari), invece, sono i finalisti Luciano Canfora con “Fermare l’odio” (Laterza), Vera Gheno con “Potere alle parole, perché usarle meglio” (Einaudi), Marco Revelli con “La Politica senza politica” (Einaudi), Paolo Rumiz con “Il filo infinito” (Feltrinelli), Eugenio Scalfari con “L’amore, la sfida, il destino. Il tavolo dove si gioca il senso della vita” (Einaudi), Vito Teti con “L’Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni” (Donzelli), Guido Tonelli con “Genesi. Il grande racconto delle origini” (Feltrinelli), Giovanni Ugas con “Shardana e Sardegna. Norax” (Edizioni Della Torre), Massimiliano Valeri con “La notte di un’epoca. Contro la società del rancore. I dati per capirla e le idee per curarla” (Ponte alle Grazie) e Gustavo Zagrebelsky con “Diritto allo specchio” (Einaudi).

 

 

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