La vita e i grandi sogni al tempo del coronavirus

Quante volte abbiamo sognato ad occhi aperti.

Papa Francesco, ieri nella domenica in cui la Chiesa celebrava la solennità di Cristo Re dell’Universo, durante la Messa per il passaggio della Croce della GMG, (Giornata Mondiale della Gioventù)  ha parlato a tal proposito di “grandi sogni“, quelli che rendono liberi, ma che si trovano al di fuori dei valori effimeri, superficiali. Specialmente in questo tempo, così difficile a causa del coronavirus.

Papa Francesco
Papa Francesco

Una frase del Pontefice colpisce: “Non stare parcheggiati ai lati della vita“, magari inseguendo proprio i grandi sogni.

Come? Semplice, facendo del bene. Amando il prossimo, aiutandolo, confortandolo, senza accontentarci del dovuto. Una chiave di lettura, attraverso le parole del Pontefice, per vivere  senza restringere gli orizzonti, ma invece, protesi verso l’altro che ha veramente bisogno, “con audacia“, come incoraggia Papa Francesco.

Un richiamo incisivo dove il Papa sottolinea il fatto che “Non siamo fatti per sognare le vacanze o il fine settimana, ma per realizzare i sogni di Dio in questo mondo. Egli ci ha reso capaci di sognare per abbracciare la bellezza della vita”. 

La bellezza della vita è praticare opere di misericordia, concretamente, non con 2 euro all’immigrato al parcheggio del supermercato.

Papa Francesco cita un filosofo francese, scrittore e giornalista  e senza dubbi  uno dei massimi esponenti del cattolicesimo politicamente impegnato, che chi scrive predilige sin dai tempi dell’università, Emmanuel Mounier e dice: “Noi siamo il valore che scegliamo“, ossia per dirla franca ad esempio nel male: se spacci droga, sei un procacciatore di morte.

Emmanuel Mounier
Emmanuel Mounier

“La vita, allora, è il tempo delle scelte forti, decisive, eterne. Scelte banali portano a una vita banale, scelte grandi rendono grande la vita”.

Ed allora facciamo grandi sogni.

Buona riflessione.

 

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