“Il nemico invisibile”, così Pino Scaccia definiva il Covid-19, il 13 maggio 2020 sul suo blog “La Torre di Babele”. Lo storico inviato della RAI, già capo redattore dei servizi speciali del Tg1, morto lo scorso 28 ottobre, per le complicazioni dovute al l’infezione del coronavirus.

Già, un nemico invisibile, infido che uccide senza pietà. Una minaccia globale, una pandemia. Nei pronto soccorso ormai la situazione è al limite, al collasso in molti ospedali. Una vera e propria emergenza sanitaria.
Molti dicono che siamo in guerra, ma le guerre si vincono, si possono vincere. Il Covid-19 non si può attaccare, non si può vincere. Il Coronavirus ci sta attaccando, lo stesso modo, senza distinzioni.
Però ci ha fatto capire che siamo tutti uguali e solo uniti possiamo uscirne, perché abbiamo gli stessi diritti e dignità.
Di seguito proponiamo la riflessione del giornalista Pino Scaccia, tratta dal suo blog ‘La torre di Babele”. Buona lettura.
Di Pino Scaccia
Mi riviene in mente adesso, dopo tanti anni, la frase (quasi un testamento) che mi regalò Oriana Fallaci appena uscita dall’inferno del Kuwait alla vigilia del mio ingresso, debutto della mia vita fantastica ma pericolosa: “Non avrei mai pensato di avere paura di una nuvola nera”. In mezzo ai pozzi di petrolio che bruciavano ci rimasi due mesi. E poi tre volte a Chernobyl, l’amianto della Jugoslavia, i fumi dei rifiuti tossici in Turchia, le bombe nucleari nel Nevada, l’epidemia in Iran o per i cadaveri dello tsunami, e non ricordo più le altre volte che ho sfidato un nemico invisibile. Eppure non avrei mai pensato di avere paura di un virus, traditore e bastardo. Infido, maledetto.
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