2 novembre, Commemorazione dei Defunti. Un giorno dedicato al ricordo di chi non c’è più, di chi ci ha preceduto.
Anche le vittime del coronavirus non ci sono più, sono morti in migliaia, in solitudine.
Ieri, 1 novembre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato a Castegnato (Brescia), nel Cimitero dove è avvenuto l’ignobile furto di quella croce, che era stata posta proprio in memoria delle vittime di questo virus violento.
“Ricordare i nostri morti è un dovere che va affiancato a quello della responsabilità di proseguire nell’impegno per contrastare e sconfiggere questa malattia così grave, mettendo da parte partigianerie, protagonismi ed egoismi per unire le forze di tutti e di ciascuno, quale che sia il suo ruolo e le sue convinzioni, nell’obiettivo comune di difendere la salute delle persone e di assicurare la ripresa del nostro Paese”. Si è espresso così il presidente Mattarella da questa terra così martoriata dalla pandemia, che ha perso 2751 persone. Vittime innocenti di un virus che non dà scampo.
Un 2 novembre diverso, questo. Un 2 novembre dove in tutti i cimiteri è permesso l’accesso solo con mascherina, saranno aperti tutti gli accessi e monitorati per evitare situazioni di assembramento specie davanti a cappelle e loculi.
Questo giorno porta una consuetudine di tradizioni e celebrazioni che consiste nella visita nei Cimitero, presso le tombe dei cari, per portare sulle loro tombe fiori, lumini e la preghiera.
Ogni città ha un suo ‘regolamento’, quindi, per evitare che vi siano in assembramenti e che venga rispettato il distanziamento.

Tra l’altro, il direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, in un tweet invita ad evitare di andare al Camposanto. Infatti scrive: “La situazione è sempre più preoccupante. In questo fine settimana state il più possibile a casa e limitate gli incontri anche con familiari ed amici allo stretto indispensabile. I nostri morti ricordiamoli nel cuore e nella mente e non affollando i cimiteri”.
2 novembre 2020, al tempo del Covid-19. Una Commemorazione dei Defunti diversa, contingentata a causa del Covid-19, ma non certo nei nostri cuori.

