Covid-19, lo sfogo dell’infermiera Giorgia Fantinuoli sui social

Bisogna usare la testa, volersi bene e voler bene al prossimo ci insegnavano da piccoli. Ma forse apparteniamo ad un’altra generazione, credevamo e crediamo in certi ideali che oggi sono scomparsi, calpestati dalla superficialità dell’apparire.

Eppure in questo circo  di irresponsabili, c’è una ragazza di nome Giorgia  Fantinuoli,  un’infermiera sul Servizio Ambulanze – Mediolanum Soccorso di  Milano che è diversa da questa orda di superficiali, nonostante sia una coetanea.

Giorgia Fantinuoli Covid-19

Giorgia  una giovane eroina del quotidiano,  al tempo del  lockdown che a Pasqua è sola,  non sta con la sua famiglia. Giorgia che vede la sua mamma solo dal finestrino della macchina, perché anche  questo è stata la quarantena. 

Giorgia come tanti eroi dei nostri giorni, che mette a repentaglio la sua vita per salvare agli altri.  E poi arrivano i soliti superficiali che non ne vogliono sentire di rispettare le misure anti contagio e c’è chi li asseconda.

L’estate 2020 si è svolta, infatti, tra assembramenti, falò nella spiaggia, discoteche senza alcuna  risposta civile dei giovani.

InfiniteRealtà.it propone ai lettori lo sfogo di questa ragazza emblema della responsabilità civile, emblema del rispetto,  pubblicato sulla sua pagina Facebook,  al quale è stato dedicato un servizio su La Vita in Diretta, ieri pomeriggio. Buona riflessione.

Questa sono io alla dodicesima ora di lavoro. Vestita esattamente come 4 mesi fa, mentre vi lamentavate tutti dell’economia che andava a rotoli e stremavate i vostri cani per fare 10 minuti di passeggiata.

Sono io che guardo le foto e i video della vostra movida e di notte non dormo perché ho paura di dover tornare a stare sola, lontana dalla mia famiglia perché faccio un “lavoro rischioso”. Ho paura di dover combattere la vostra cazzo di ignoranza, e il vostro spietato coraggio di vedermi quando chiamate l’ambulanza e dirmi che non riuscite a tenere la mascherina per 2 ore di viaggio in treno perché andate in “iperacidosi”.
Ho paura dell’ignoranza più di quanto abbia paura del virus. Perché per 4 mesi ho visto colleghi stanchi, mi sono addormentata senza mangiare per 3 sere di fila, ho trattenuto la pipi anche per 10 ore, perché non potevo togliermi la tuta in tyvek.
Ho paura di voi, che ci avete chiamati “eroi”, ma adesso vi siete già dimenticati dei segni sulla nostra faccia di quella cazzo di mascherina che portate come braccialetto”.

 

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