Una pagina dolorosa, veramente dolorosa quella della tragica fine del piccolo Gioele e della sua mamma.
Una vicenda che ha profondamente scosso l’Italia che per giorni è stata con il fiato sospeso, seguendo gli aggiornamenti dai vari TG nazionali ed approfondimenti.
Eppure la stampa ha scritto una delicata, quanto insensibile, pagina del giornalismo.
Dignità, pudore, rispetto sono parole che evidentemente non hanno senso per chi deve ‘fare notizia’, speculando su particolari che sono stati resi noti, senza tenere conto di un certo ‘codice deontologico’.
La dignità delle vittime calpestata in nome dell’auditel, dei like sui vari social in nome della notizia sensazionale
È vero che non si nascondono gli elementi di cronaca, ma che senso, cosa significa farlo davanti al triste epilogo di una vicenda, come questa del piccolo Gioele e di Veronica, la sua mamma.
Proprio gli avvocati dei genitori di Viviana Parisi, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza hanno affermato: “Vogliamo denunciare l’amarezza per le pesanti indiscrezioni che stanno emergendo circa la vita privata e lo stato di salute di Viviana“.
Del resto i giornalisti sanno o dovrebbero sapere che la diffusione di una determinata notizia, si può ritenere lecita quando, pur riferendosi a fatti e condotte private queste abbiano interesse pubblico, riporti dettagli e circostanze contenute nei limiti dell’essenzialità, si astenga dal diffondere dettagli non indispensabili, in modo tale da evitare spettacolarizzazioni.
