Nigeria, ancora una strage contro i cattolici

Giustiziati la scorsa settimana da un commando  di uomini armati, mentre stavano nella loro fattoria, in Nigeria, nello stato di Taraba.

Sono un uomo ed una donna,  il reverendo Emmanuel Saba Bileya, pastore della Chiesa cristiana riformata, e sua moglie Juliana.

Sono altre vittime invisibili di una guerra che in sordina colpisce i cristiani, il cristianesimo.

I pastori cristiani, i leader, ma anche i seminaristi sono i bersagli rapiti ed uccisi.

Emmanuel Saba Bileya e sua moglie Juliana
Emmanuel Saba Bileya e sua moglie Juliana

Emmanuel Saba Bileya e sua moglie Juliana avevano 8 figli e lei era incinta del nono figlio.

In Nigeria la violenza interreligiosa è un fenomeno sociale che ha origine nel 1953 che vede le milizie di fanatici islamici  che si battono, per inserire la Shari’a, contro i cristiani.

Stando a quanto riferito dalle agenzie umanitarie, sono almeno 30mila i civili rimasti uccisi e 30 milioni gli sfollati dall’inizio dell’offensiva jihadista nel 2009. Sebbene il gruppo estremista islamico Boko Haram stia rivendicando gran parte degli attentati, il movimento si è poi diviso in due fazioni nell’agosto del 2016 in seguito alle operazioni dell’esercito nigeriano.

Essere cristiani non è facile in molti Paesi del mondo, testimoniare la propria fede può costare la vita. Ancora oggi.

Foto tratta dal web

 

 

 

 

Non copiare!!!