Nei giorni scorsi, fine aprile, l’arresto dei sette ex terroristi nel corso di una operazione che ha visto impegnate la direzione centrale dell’ Antiterrorismo italiano e quello francese, nell’ambito dell’operazione “Ombre Rosse”, ha riaperto una ferita, non emarginata.
Molti di questi ex terroristi tra i quali anche Cesare Battisti, si erano stabiliti in Francia da molti anni usufruendo quasi come uno scudo con la giustizia italiana, del divieto di estradizione, grazie alla cosiddetta “dottrina Mitterrand”, abrogata nel 2002, quando venne estradato l’ex terrorista Paolo Persichetti. Tra loro anche Luigi Bergamin, condannato per concorso morale nell’omicidio del giovane poliziotto della Digos di Milano, Andrea Campagna.
L’ex terrorista è ormai un uomo libero: per lui non ci sarà, infatti, alcuna estradizione, nonostante dovesse scontare 17 anni di carcere. Il tribunale di Milano ha accolto il ricorso dei suoi legali, dichiarando quindi la prescrizione.

Un’altra pugnalata, che lascia una grande amarezza, nelle persone di buone di buona volontà e figuriamoci nei parenti delle povere vittime, proprio come Maurizio Campagna, il fratello del poliziotto che, intervistato da Rai 1 dichiara: “Il nostro dolore non passerà mai“.
Ma chi era Andrea Campagna?

Lo avevano freddato con cinque colpi di 765 magnum, aveva solo 24 anni, si chiamava Andrea Campagna, faceva il poliziotto e stava alla Digos di Milano.
Il Pac, Proletari armati per il comunismo, lo definiva “torturatore di proletari”, ma Andrea Campagna era solo un giovane poliziotto calabrese, strappato brutalmente all’affetto dei suoi cari.
Per il suo omicidio venne condannato all’ergastolo Cesare Battisti, in contumacia, quando era già evaso dal carcere di Frosinone.
In via Modica, a Milano, alla Barona è caduti sul marciapiede, proprio davanti alla casa della sua fidanzata Cecilia.

Cinque colpi di pistola, sparati da un gruppo di terroristi, perché il giovane agente calabrese, era stato associato dai suoi assassini, alle indagini scaturiti dall’uccisione del gioielliere Torregiani, il 16 febbraio 1979, dato che l’agente Campagna stato ripreso dalle telecamere della televisione, durante l’arresto.
Successivamente, la Polizia arresta in molte zone d’Italia, una quarantina di persone, per la loro appartenenza ai Pac e proprio a Milano, vengono ritrovate diverse armi, tra le quali una calibro 357 magnum, collegabile agli omicidi del gioielliere Torregiani, di Campagna, del maresciallo della Penitenziaria Santoro, ucciso ad Udine, nel 1978.
È stato Cesare Battisti a sparare i 5 colpi letali su Andrea Campagna, per poi rivolgere l’arma verso il suocero del poliziotto, che però non spara, forse scarica od inceppata. Battisti così fugge con il commando. Il giovane autista della Digos muore durante il tragitto verso l’ospedale.
Battisti si cela in una lunghissima latitanza in Francia ed in Brasile e poi, viene assicurato alla giustizia, per scontare la condanna all’ergastolo anche per l’omicidio di Andrea Campagna. Viene arrestato nel 2019 a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, da una squadra composta da Polizia di Stato italiana, Criminalpol e Polizia Boliviana e poi estradato in Italia.
Andrea Campagna continua a vivere nel ricordo dei suoi cari, di chi lo ha conosciuto. All’agente della Digos è stata intitolata la Scuola Allievi Agenti di Polizia di Stato di Vibo Valentia, una strada nel comune di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, suo paese di nascita.
Il 24 settembre 2004 gli è stata conferita la Medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria con la seguente motivazione: “Mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura dopo aver espletato il turno di servizio, veniva mortalmente raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco esplosigli contro in un vile agguato, rivendicato poi da un gruppo terroristico. Mirabile esempio di elette virtù civiche ed alto senso del dovere. 19 aprile 1979 – Milano”.
Il 13 maggio 2010 gli è stata conferita la Medaglia d’oro quale vittima del terrorismo.