Svanite tutte le speranze. Non ce l’ha fatta il piccolo Julen, il bambino caduto nel pozzo maledetto, a Totalan, in Spagna.
Julien, di appena due anni, viveva con i genitori nel quartiere di El Palo, a Malaga, proprio ai piedi della montagna, dove si trova Totalan.
I soccorritori sono riusciti a raggiungerlo all’1:25 di stanotte, dopo 13 giorni di scavi senza sosta nel pozzo dove è caduto lo scorso 13 gennaio .
Lo hanno trovato a 100 metri sotto terra, ormai senza vita. In tanti si sono adoperati per salvarlo: gli uomini della Brigada de Salvamento Minero, che sono riusciti ad aprire una galleria di accesso, da un pozzo ausiliare e la Guardia Civil.
Grosse rocce hanno reso molto difficoltoso il loro operato, tanto che alla fine hanno fatto saltare delle piccole cariche esplosive, per liberare l’accesso.
“Disgraziatamente…nonostante tanti sforzi da parte di tanta gente, non è stato possibile….RIP Julen” – questo è il twitt della Guardia Civil, ai familiari del bambino- “le più sincere condoglianze”.
Una tragedia che richiama subito alla memoria, la triste storia in Italia di Alfredino Rampi, caduto anche lui nel pozzo di Vermicino e trovato morto, il 13 giugno 1981.
Ora la Guardia Civil farà un’inchiesta, per appurare come il bambino, possa essere caduto nel pozzo.
I suoi genitori, Josè Rosellò e Victoria García, erano già stati colpiti da un’altra tragedia quando nel 2017 avevano perso l’altro figlio di 3 anni, Oliver, che si era accasciato sulla spiaggia, mentre passeggiava con loro.
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