Cecco Angiolieri, recitato da Vittorio Gassman

“S’i fosse foco” , Cecco Angiolieri

S’i fosse foco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei; […]

Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Un sonetto che ha fatto storia. Siamo nel 1280 – 1310 circa, Rime (LXXXVI), a scriverlo è Cecco Angiolieri.

Nato a Siena, presumibilmente nel 1260 da famiglia guelfa di origini nobili, è da sempre  annoverato tra i maggiori esponenti di quel filone della rimeria due-trecentesca, meglio conosciuta come  “poesia giocosa” o “comico-realistica” o “burlesca”.

Cecco Angiolieri

 

Girando su youtube ho trovato l’interpretazione di un grande attore Vittorio Gassman,Vittorio Gassman, nato Vittorio Gassmann[1], il ‘mattatore’. 

In questi versi Cecco Angiolieri esprime una sorta di  rabbia, di insofferenza per non poter godere appieno delle gioie del mondo. La passione travolgente, la smania travolgente   per le donne e così si lascia andare inveendo contro  i propri genitori.

Dio, il Papa, l’imperatore, il Cosmo altri elementi del  componimento a rime incrociate nelle quartine e a rime alternate nelle terzine, secondo lo schema ABBA; ABBA; CDC; DCD.

Sebbene il linguaggio e il contenuto appaiano semplici, il componimento ha  comunque una struttura più profonda.

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