Sant’ Agostino sulla morte e sulle Anime del Purgatorio

"Se mi ami non piangere" di sant' Agostino

“Non si può negare che le anime dei defunti per merito della pietà dei loro parenti ed amici ancora vivi, possano trovare sollievo, se viene offerto per loro il Sacrificio Eucaristico”.

Sant' Agostino Scriveva così Sant’Agostino (354-430) vescovo, scrittore, teologo, esegeta, filosofo, del quale i suoi scritti sono un tesoro della Patrologia cristiana. Agostino è considerato uno dei padri della Chiesa d’Occidente, insieme ad Ambrogio, Gregorio Magno e Girolamo, nonché uno dei più grandi teologi e filosofi della Chiesa.

La sua è stata una grande produzione letteraria, con innumerevoli discorsi e scritti tra i quali i più celebri sono “La città di Dio“, un’apologia del cristianesimo e “Le Confessioni“, la sua autobiografia.

Agostino è stato un intellettuale vicino ai poveri, ai quali distribuiva tutte le offerte che riceveva e giunse persino a fondere i sacri vasi di metallo per soccorrere i bisogni dei più bisognosi.

Commemorazione dei defunti Laura Ciulli infinite realtà.it
Commemorazione dei Defunti

Nelle sue prediche espresse chiaramente la sua disapprovazione verso tutte quelle persone che specialmente nei casi di morti improvvise erano superficiali. Egli diceva infatti: “Quando un defunto viene portato alla sepoltura si pensa alla morte”.

Cimitero san Lazzaro Viterbo Poi si commenta: “Poveretto, era ancora così forte, ieri era andato a passeggio; oppure l’ho visto per strada ancora la scorsa settimana e mi raccontò ancora questo e quello; bisogna proprio dire che l’uomo è un nulla, così vanno poi chiacchierando”. Così accade di sentire chiacchierare quando vanno a fare le visite di condoglianze, quando il defunto è posto nella bara, quando viene portato fuori, al corteo funebre alla sepoltura. Quando poi il defunto è sepolto sono sepolti con lui anche i pensieri, ed è scomparsa anche la paura della morte. A ritorno essi hanno già dimenticato colui che hanno portato a seppellire; essi tornano ai loro imbrogli, alle loro ruberie, alla loro invidia ed egoismo e a quelle soddisfazioni delle passioni che passano già mentre si godono. E ciò che è peggio è che, proprio il defunto serve ad essere motivo per seppellire il sano buon senso e l’intelligenza umana. “Mangiamo e beviamo, dicono, perché domani moriremo anche noi”!.

Nel capitolo 29 di “Encheiridion” Sant’Agostino scriveva: “Nel tempo fra la morte e l’ultima resurrezione, le anime si trovano in un luogo sconosciuto, a seconda che un’anima sia meritevole del riposo o del castigo, cioè a seconda di quanto essa ha compiuto nella sua vita terrena”.

Dunque per il vescovo di Ippona le anime dei defunti per merito della pietà dei loro parenti ed amici ancora vivi, possono trovare sollievo, se viene offerto per loro il Sacrificio Eucaristico, oppure vengono fatte elemosine nella Chiesa, tuttavia potranno trovarne beneficio soltanto coloro che in vita hanno meritato che un giorno tali opere possano loro giovare in Purgatorio.

Se mi ami non piangere di sant’ Agostino

Cimitero, indulgenze Covid-19 Laura Ciulli Infinite Realtà.it
Laura Ciulli Infinite Realtà.it

Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo; se tu potessi vedere e sentire ciò che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine, e in quella luce che tutto investe e penetra, non piangeresti. Sono ormai assorbito dall’incanto di Dio, dalla sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto.

Mi è rimasto l’affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto. Ci siamo visti e amati nel tempo: ma tutto era allora fugace e limitato. Ora vivo nella speranza e nella gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi. Tu pensami così. Nelle tue battaglie, orientati a questa meravigliosa casa dove non esiste la morte e dove ci disseteremo insieme, nell’anelito più puro e più intenso, alla fonte inestinguibile della gioia e dell’amore. Non piangere, se veramente mi ami.

Foto tratta dal web

 

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