Era nato a Crotone, il 29 ottobre 1950 e ci ha lasciato troppo presto il 2 giugno 1981.
Quarant’anni fa, infatti, moriva in un tragico, quanto misterioso incidente Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano.
Come aveva “profetizzato” tempo prima ne “La ballata di Renzo“, viene rifiutato da tre ospedali ed inizialmente nemmeno al Cimitero del Verano, poiché non c’è posto.

Eppure la sua tomba è meta di visite dei suoi fans, di chi ha cantato in quegli anni le sue canzoni, di chi gli lascia un fiore, una fotografia, un pupazzetto, ma anche di chi ruba la sua foto posta su un tavolinetto, con il quadernino dove lasciare un pensiero.
Indimenticabile, intramontabile, unico, artista e cantautore amato che a soli 31 anni muore sulla Nomentana, nel quartiere Montesacro, dove ha vissuto tra il 1971 e il 1980.
Una carriera fulminante la sua, che inizia nel 1972 con il suo primo singolo “I love you Marianna”, dedicato alla nonna.
Rino Gaetano, ironico e tagliente, diretto tra doppi sensi, che smaschera la società italiana, i partiti, le convenzioni sociali, i ‘sangue blu, auto blu’.

Scanzonato, ironico. Era così Rino Gaetano, ed è ancora amato e ricordato. Un personaggio “non edichettabile” poiché, ripensandoci, la sua musica è riuscita in quegli anni a trovare consensi sia a destra che a sinistra. Lui non li risparmia, li descrive. Lui era così. Indimenticabile.

