Virginia Raggi sindaco di Roma. La prima donna a guidare la Capitale e mi viene in mente un’altra donna… Ninetta Bartoli, la prima sindaca della Repubblica Italiana.
Me ne parlava mia nonna in Sardegna, quando andavo in estate in quella magnifica terra selvaggia ed unica al mondo. Già, una donna al comando dell’amministrazione comunale di Borutta, in provincia di Sassari, un piccolo centro del Mejlogu.
332 voti su 371 e non erano certo tempi facili per le donne che, nonostante l’impegno nella resistenza partigiana, trovavano ostacoli in politica.
Ninetta nasce a Borutta esattamente il 24 settembre del 1896. Riceve un’educazione tipica delle ragazze benestanti, tanto da andare a studiare a Sassari, presso l’Istituto Figlie di Maria.
Eppure Ninetta preferisce aiutare le persone bisognose della parrocchia, proprio dove conosce Padre Manzella, sacerdote “continentale”, carismatico e molto amato nel sassarese.
Altra figura importante nella vita di Ninetta è Laura, che poi diventerà la moglie di Antonio Segni, il Presidente della Repubblica.
Laura la introduce, in quanto presidente regionale delle Dame di Carità, nelle fila della Democrazia Cristiana sassarese.
Ninetta, profondamente impegnata nel sociale, fonda addirittura la Latteria sociale del Mejlogu.
Nell’aprile del 1946 diventa sindaco, mantenendo la carica fino al 1958.
Una donna alla guida del paese che riesce a far costruire fognature, scuole, case popolari ed acquedotti. Realizza persino il primo piano urbanistico nei dodici anni di incarico. Molto amata ed apprezzata fino al giorno della sua morte, avvenuta il 30 Novembre del 1978, quando la sua salma viene esposta nella Sala Consiliare in segno di rispetto.
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