Milan Kundera, lo scrittore de “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

Lo scorso 12 luglio è scomparso il poeta, drammaturgo e saggista ceci, amatissimo nel mondo, Milan Kundera.

Era nato il 1 aprile 1929, aveva 94 anni ed era stato naturalizzato francese nel 1981.

Lascia ai suoi lettori una grande eredità, nel racconto nitido e così intenso dell’illusione esistenziale ed anche della casualità che caratterizza la condizione umana, del quale i suoi scritti rimangono la forte espressione nel panorama letterario del ‘900.

Da molti anni si era ritirato dalla scena letteraria, nel 1969 le sue opere vennero proibite in Cecoslovacchia e lo scrittore decise di non concedere a nessuno i diritti di traduzione in lingua ceca, tanto da venire fortemente criticato nella sua patria e persino negli ambienti del dissenso di Charta ’77.

Sarà soltanto nella fine del 2006 che Kundera concede il  permesso di pubblicazione del romanzo ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’ anche nella Repubblica Ceca, tramite un’edizione anastatica di quella pubblicata in ceco a Toronto già nel 1985. In Italia fu un successo, così di moda che un anno dopo Antonello Venditti intitolò una sua canzone usando il titolo del romanzo, inserendola nell’album “Venditti e Segreti”.

L'insostenibile leggerezza dell'essere, Milan KunderaDalla sua celeberrima opera  “L’insostenibile leggerezza dell’essere“, uscito in Francia nel 1984 che raccontava la vita e gli amori di un gruppo di quattro artisti e intellettuali, nella Cecoslovacchia del 1968, al tramonto della Primavera di Praga.

Ecco,  di seguito, alcune frasi significative

Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi” 

***

La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina“.

***

“Ciò che distingue una persona che ha studiato da un autodidatta non è la quantità di conoscenza, ma il grado di vitalità e di coscienza di sé”.

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi […] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti […] C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata […] E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori”.

Foto tratta dal web

Non copiare!!!