L’ultima Assemblea Mondiale degli Animali

In questi giorni stiamo attraversando un periodo buio e doloroso. L’umanità sta combattendo, giorno per giorno, con una pandemia, la pandemia da Coronavirus. Un flagello che sta affligendo e provando duramente tutti noi con questa infezione del COVID-19. Ecco una riflessione di Don Alberto Canuzzi. Un appunto dell’anima che offre uno spunto a  personali considerazioni. 

Il Re Leone invitò a raccolta presso il suo regno tutti i rappresentanti delle varie specie di animali che esistono sulla terra. Diede loro due giorni di tempo per il raduno, data la gravità delle comunicazioni e l’urgenza di poter ascoltare tutti i pareri degli animali. Inviò i piccioni viaggiatori per convocare l’assemblea, ma non diede alcuna spiegazione a riguardo. Ciò destò meraviglia e stupore, dato che non era stata mai fatta altra convocazione dal giorno che Noè li chiamò tutti prima del Diluvio. Ma da allora, erano trascorsi molti secoli, e da quel periodo umani e animali erano vissuti insieme, spesso in armonia, e il più delle volte in disaccordo. Il Re Leone inviò dunque, i messaggeri fino ai confini del mondo, nell’ambiente dei grandi ghiacciai, nelle profondità marine, nelle città e nelle steppe…non doveva mancare nessun rappresentante, neanche i più piccoli, e né gli animali che svolazzano nei cieli. I piccioni viaggiatori partirono in gran fretta chiamando a raccolta tutti i rappresentanti delle varie specie. L’urgenza e la singolarità della chiamata destò nell’animo di tutti tanta curiosità e, preparate le valigie per il viaggio, in gran fretta, si misero in cammino. Nell’avvicinarsi al regno del Leone, e incontrandosi sulle varie rotte , quella del mare, quella del cielo e quella della terra, si scambiavano la perplessità dell’invito. Nella mente di tutti c’era il racconto tramandato di generazioni in generazione di un altro incontro …per loro era soltanto un ricordo,… ma tanto bastava per suscitare terrore e paura. Affaticati e stanchi, senza mai riposare per non giungere in ritardo, si presentarono alla corte del Re Leone, quasi tutti in orario, anche perché la tartaruga e la lumaca avevano chiesto un passaggio alle gazzelle veloci. Arrivarono i rappresentanti degli ovini, degli equini, i rappresentanti di tutte le specie di animali, piccoli e grandi. Così giunsero anche a destinazione tutti i rappresentanti dei pesci dentro grosse vasche trasportati dagli elefanti; arrivarono le farfalle e tutte le famiglie degli insetti, dei roditori e dei serpenti. Con allegria giunsero i rappresentanti dei volatili e l’aquila reale con la corona in testa e la fascia da regina. Giunsero tutti gli animali selvatici e domestici, dai fiumi e dai monti, dal deserto e dalla foresta, dai ghiacciai e dalle savane. Un numero immenso di specie sconosciute l’uno all’altro, ma con un’unica identità. Tutti curiosi per questa convocazione eccezionale dal sapore speciale. Nel viaggio di avvicinamento avevano tutti notato che regnava una grande calma nel mondo umano e un grande silenzio…cosa strana per la loro conoscenza: né navi, né treni, né macchine, né aerei…tutto fermo, quasi irreale.

Nella grande radura della foresta l’immensa schiera degli animali prese il posto assegnato, in attesa della venuta del Re. Tutti col fiato sospeso, e quando per sbaglio l’asino incominciò a ragliare, gli occhi di tutti minacciosi si volsero verso di lui, che capì subito di essersi mostrato più asino di quel che era.
Ed ecco il Leone avanzare con regalità, ma senza la solita alterigia, e al fianco la leonessa, in abiti dimessi, e un corvo e una colomba che gli svolazzavano sopra la testa .
Il momento è solenne. Il Re si siede sul trono e gli occhi di tutti sono rivolti verso di lui col fiato sospeso in un’ attesa spasmodica. Dopo i convenevoli, guardando tutti negli occhi ,inizia il suo discorso chiedendo “ Amici, ci siamo tutti ? “..la vocina di un piccione viaggiatore interviene” ho cercato il rappresentante delle cavallette…non sono riuscito a trovarlo. Erano così numerosi intenti a divorare i raccolti in Africa che nessuno mi ha saputo dire dove era il loro rappresentante “ “Non importa. Uno di voi farà da tramite per quello che vi dirò. Intanto grazie per la vostra presenza, e per il vostro contegno senza litigi. Vi ho convocati perché una grande disgrazia ha colpito questi giorni gli umani per colpa di un nemico comune invisibile. Avete notato nel venire che i comportamenti degli umani sono cambiati ? ” tutti i presenti annuirono con la testa .” Questi loro comportamenti non sono dettati da un cambiamento interiore inizio di una nuova cultura del vivere, ma sono dettati dalla paura, perché su tutti loro incombe una grande disgrazia.” A questo punto alcuni rappresentati iniziarono a mormorare prima sottovoce e poi rumorosamente e alzando gli zoccoli espressero al Re i loro parere :” A noi del mare questo non interessa, anzi siamo ben felici che gli umani scompaiano dalla faccia della terra perché ci hanno avvelenato il nostro ambiente” L’aquila reale grido forte” Anche l’aria che noi volatili respiriamo è inquinata, non c’è più ambiente ove possiamo svolazzare liberamente” Poi fu la volta del rappresentante degli animali delle foreste “Ormai gli umani hanno bruciato tutto e costruito ovunque, non sappiamo più ove abitare tranquilli. “ Così il rappresentante degli animali del sottosuolo “ Hanno scavato ovunque, gallerie, fossati, trivellato tutto. Anche noi non abbiamo più ove stare tranquilli “…E altri rappresentanti usarono lo stesso grido di allarme. Alzò il piede anche il Cane” Ma molti di noi vivono con gli umani, dipendiamo da loro ,stiamo in compagnia, abbiamo bisogno di loro” Così altri animali domestici approvarono il discorso del cane.
Il Re ascoltava ,come suo solito ,in silenzio , perché tra gli animali vige la democrazia e nessuno parla quando un altro esprime il suo parere, anzi ascolta con attenzione . Ora tutti aspettavano il giudizio del Re. Il Re Leone si alzò con solennità mentre tutta l’assemblea faceva grande silenzio. Alzò lo scettro e iniziò” Non dobbiamo essere ingrati verso chi ci salvò la vita nel Diluvio Universale. Ricordate tutti quell’avvenimento? Saremmo morti tutti se un umano, di nome Noè non ci avesse fatto entrare tutti nell’arca e non fece alcuna distinzione, selvatici e domestici, abitanti della terra dell’acqua e dell’aria…tutti anche quelli sotto terra. Non dobbiamo esser ingrati verso gli umani “ L’assemblea abbassò il capo e anche i più facinorosi, facendo mea culpa, apprezzarono l’intervento del Re. Il Re vista la disponibilità di tutti , continuò” Ora tocca a noi salvare gli umani, anche se si sono comportati per molti di noi da disumani. Ma Noè ci salvò tutti e ci fece uscire dall’arca quando una colomba annunciò che la terra era asciutta portando un ramoscello di olivo. Fu allora che tutti i nostri avi fuori dell’arca videro l’ arcobaleno nel cielo che indicava la fine del diluvio. Ora tocca a noi salvare gli umani. Siete tutti d’accordo?. L’assemblea tuonò a gran voce “ siamo disposti a tutto per aiutare gli umani”
“ Allora la mia proposta è questa: invito tutti i rappresentanti degli animali domestici a raccomandare agli umani di restare nella loro arca, sperare e stare lontani dal nemico invisibile. Direte loro di stare in quarantena per quaranta giorni , poi io manderò prima il corvo poi la colomba come fece Noè e se questa mi porterà un ramoscello di olivo direte agli umani di uscire e mettere l’arcobaleno nelle loro finestre, perché il nemico invisibile è sparito. Ma dopo questo periodo ricorderemo agli umani di lasciare il nostro pianeta come era all’inizio, di non inquinare più i mari, di non perforare più la terra e di non solcare più i cieli. Potranno fare questo con discrezione, non con avidità ..Ora potete andare, la terra per quaranta giorni sarà la vostra terra, vi vivrete in pace,. Poi gli umani se hanno l’intelligenza, che noi non abbiamo, sapranno trarne le conseguenze, altrimenti la prossima volta li lasceremo in balia del nemico invisibile.” Tutti i rappresentanti delle specie di animali applaudirono al Re Leone, tanto saggio ,che fece un inchino e con al fianco la Regina, si ritirò nella foresta con il corvo e la colomba svolazzanti sulla testa..
Si dice che gli animali siano ritornati nel loro ambiente, vivendo un periodo di pace e serenità, e si dice che gli animali domestici hanno comunicato agli umani di stare nell’arca ,non uscire e preparare l’’arcobaleno da mettere nelle finestre il giorno che il nemico invisibile li lascerà uscire. Allora si leverà dal cuore di tutta l’umanità un grido di vittoria, perché ancora una volta il Creatore dell’ universo è intervenuto per salvare l’umanità usando gli animali.

Don Alberto

Foto tratta dal web

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