La scuola come laboratorio di interiorità

Quadrilogia di spunti da concretizzare

 

Prof Davide Pagnoncelli –  Quarto “petalo” –

Tutti noi siamo persone, non tasti di pianoforte.

Nessuno può trattarci come se fossimo tasti di pianoforte.

Nessuno può schiacciarci per suonare la musica che piace a loro”.

(Fedor Dostoevskij, scrittore e filosofo)

 

“Esistono procedimenti magici che aboliscono le distanze di spazio e di tempo: le emozioni”.

(Simone de Beauvoir, scrittrice e filosofa)

Semplificare, non complicare ulteriormente questioni già di per sé complesse.
Vanno potati troppi elementi secondari o inutili per andare all’essenza, ai nuclei fondamentali: questi hanno bisogno di essere ascoltati in profondità. “Quello che non si può dire in poche parole, non lo si può dire neanche in molte”, recita un detto cinese.

Allargare prospettive, aprirsi.
Bisogna andare oltre i soliti confini, le solite strategie e metodologie. Per prendersi cura dei sintomi, dei disturbi, vanno ascoltate e potenziate le parti positive di ognuno, le parti sane; va ascoltato l’organismo nella sua totalità, integralmente, in un contesto largo. Ogni persona è un insieme complesso, ogni elemento va considerato sempre in rapporto all’insieme.

“Se sai già tutte le risposte, è perché non ti sei fatto tutte le domande”, ha affermato Confucio.

Se si vuole intervenire efficacemente, occorre allargare il campo d’azione, ampliare i punti di vista, immaginare oltre lo scontato prevedibile. Serve prendersi cura anche del contesto in cui si vive e quel contesto cercare di allargarlo. L’azione sarà certamente più impegnativa, ma risulterà più incisiva. Il cosmo è una rete di connessioni sempre in evoluzione, mai statiche. Come è possibile apprendere veramente in modo prevalentemente statico, rigido e chiuso.

Dobbiamo consentirci e consentire di sperimentare nuove esplorazioni, anche di aspetti ancora ignoti.

Conoscere se stessi in modo “largo” fa sentire veramente liberi: il primato è di una coscienza allargata.

Prof. Davide Pagnoncelli Sviluppare l’intelligenza emotiva, la compartecipazione  emotiva.

Noi siamo quello che pensiamo, ma siamo anche quello che sentiamo. La condivisione di cuore delle emozioni e dei sentimenti con i nostri simili è un importante fattore di crescita personale. Tutto ciò motiva, dà entusiasmo e stimola le competenze. Non sono le competenze che stimolano amore e passione, ma sono amore e passione che stimolano capacità e spinta a eccellere.

Potenziare l’intelligenza sociale, il sentimento sociale.
La storia non viene fatta solo dall’individuo, ma anche dai gruppi, dalle comunità. Se qualcuno arriva al traguardo è perché molti altri hanno contribuito.

Un detto popolare precisa: “La croce di un campanile è sorretta da numerose pietre”. Marco Aurelio scriveva: “Ciò che non è utile e non fa bene allo sciame, non fa bene né è utile all’ape”, e Alfred Adler, uno dei fondatori della psicologia del profondo, affermava: “Il sentimento sociale è il barometro della normalità”.

Agire, sperimentare con progetti concreti.
Servono a poco le dichiarazioni di intenti, le enunciazioni morali o di principio. C’è un sapere da apprendere, ma soprattutto c’è un sapere da produrre, che si incarna in modo puntuale e specifico.

Non chiedere agli altri quello che non si è disposti a fare di persona.
Prima di far sapere, far apprendere e far fare qualcosa a qualcuno, bisogna essere: essere un modello di riferimento, almeno per un aspetto positivo.  Si insegna non in base a ciò che si dice, bensì in base a come si è, a come si risuona. I bambini e i ragazzi imitano gli adulti per quello che sono, più che per quello che dicono.

Insegnare non è solo far conoscere un argomento, ma soprattutto far apprendere come pensare.
Oltre che far lavorare gli alunni sui contenuti delle discipline, va insegnato come lavorare. Un ragazzo mi confessava; “Tutti mi dicono che devo migliorare, mi dicono che devo fare, ma nessuno mi fa vedere concretamente come. Invece il mio allenatore di basket mi fa vedere direttamente come devo fare”.

Prof. Davide Pagnoncelli Le competenze si valutano in tanti modi e in molteplici occasioni, in relazione alle intelligenze multiple.

Non bisogna limitarsi allo schema ristretto della valutazione “scritto-orale”, tanto più se con verifiche esclusivamente a quiz, ma aprirsi ad altre modalità di valutazione in base ai diversi stili di apprendimento.

Dato che l’intelligenza è un costrutto sociale, l’apprendimento non può essere valutato con modalità esclusivamente individuali.
Va data adeguata importanza e vanno precisate specifiche modalità per valutare l’intelligenza sociale dell’alunno e l’intelligenza del gruppo.

L’apprendimento, più che trasmissione e fredda classificazione, è uno scambio con discussione, con rapporto interpersonale, con confronto dialogico. Anche nel curriculum va dato rilievo al lavoro di gruppo.

Il successo e l’insuccesso non sono riferibili esclusivamente all’individuo; il lavoro di squadra rappresenta un fattore decisivo di valutazione.

L’educazione è arte.
Le molteplici metodologie artistiche sono ingredienti integranti ed essenziali dell’educazione e incentivano la creatività, senza incasellamenti rigidi e norme penalizzanti.

L’arte è fonte di meraviglie, distributrice di stupore. Non siamo nati per calcare impronte altrui e per conformarci, ma per lasciare il nostro segno unico e irripetibile.

L’arte ha valenza terapeutica, riabilitativa ed educativa. Il pittore Munch ha affermato: “Io dipingo perché per me è terapeutico!”

La bellezza ci appartiene, noi apparteniamo alla bellezza; noi siamo parte della bellezza! La bellezza dell’arte salva il mondo, lo rende più gradevole, più abitabile e noi, a nostra volta, abbiamo il compito di salvare la bellezza.

Inoltre l’arte aiuta a rielaborare, a trasformare, a transustanziare anche le tragedie, i drammi e perfino le patologie.  Molti geni o personaggi famosi hanno addirittura utilizzato creativamente taluni loro tratti marcatamente patologici.

Prof. Davide Pagnoncelli Occorre passare dalla diagnosi degli errori alla diagnosi dei progressi, delle evoluzioni positive, delle conquiste.

Ciò vale dal punto di vista personale, familiare e sociale. Vanno, quindi, programmate valutazioni più per premiare che per cercare errori.

Quando si verifica un errore, va focalizzato cosa l’errore può insegnare e come, nello specifico, non debba essere ripetuto.

Va abbandonato un linguaggio che etichetta, che chiude dentro schemi troppo rigidi.
Una diagnosi troppo ristretta, centrata solo sul disturbo e sui problemi, spesso chiude le prospettive di crescita, non stimola a cambiare e a evolvere, nonostante tutto.

Tra l’altro, la precisione diagnostica non è indice necessariamente di precisione prognostica. Non raramente a identiche diagnosi si accompagnano percorsi prognostici molto diversi.

Cari lettori, ovviamente potrete aggiungere altri punti personali.

Se me li comunicherete, aggiornerò e amplierò volentieri il decalogo… allargato.

Benvenute siano le “provoc-azioni” creative e costruttive, appunto quelle che provocano azioni!

La prima parte della quadrilogia è stata pubblicata il 17. 5.2022, la seconda parte il 27.5.2022, la terza parte il 16.6.2022.

 

Davide Pagnoncelli è Psicologo e Psicoterapeuta, formato in Teatroterapia e in Arteterapia. Oltre all’attività clinica, ha un’esperienza ventennale nell’ambito della psicologia scolastica come responsabile di un originale Servizio Psicologico di sistema.  Egli si definisce “allargacervelli” (non più “strizzacervelli”) perché il suo cervello e quello altrui preferisce allargarlo, ampliando prospettive. Ha scritto il libro “Figli felici a scuola”, Bruno Editore, Roma 2018, inoltre ha pubblicato numerosi articoli e ricerche su varie Riviste scientifiche. In particolare è impegnato in progetti pilota per approfondire il rapporto tra le varie forme di arte, soprattutto la poesia, con la psicologia e con la psicoanalisi. In tal senso ha ideato nuovi progetti denominati Art Artist Therapy (AATH): un altro modo di gustare e di rivivere la personalità, l’intelligenza emotiva e il percorso creativo dell’artista connesso alle produzioni artistiche. Email: allargacervelli@gmail.com

 

 

 

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