La Scuola come laboratorio di interiorità

Quadrilogia di tre brevi spunti da concretizzare, più una sorpresa finale…

NOZIONI E CONOSCENZE MA ANCHE AFFETTIVITÀ

Prof.Davide Pagnoncelli

–  Secondo “petalo” –

 

“La mente intuitiva è un regalo e la mente razionale è un servitore fedele.

Noi abbiamo creato una società che onora il servitore e ha dimenticato il regalo”.

(Albert Einstein, fisico)

“Il tentativo ostinato di cercare il cambiamento solo a forza di volontà e di razionalità, si trasforma nel suo contrario, in un aggravamento dello stesso problema”.(Paul Watzlawick, psicologo)

 

Il filosofo sofista Gorgia nel IV secolo a. C., scrivendo l’Encomio di Elena, sostiene la tesi che in certi momenti la paura soffoca l’intelligenza. Elena non era colpevole, per Gorgia, del pretesto che scatenò la guerra contro la città di Troia; al contrario la donna fu vittima dell’amore, della passione. Quindi essa non doveva essere condannata.

In relazione alla scuola potremmo dire che spesso l’affettività mal gestita da un alunno offusca l’intelligenza e incide notevolmente in senso negativo sui processi d’apprendimento. In tal caso, è infruttuoso condannare e dare valutazioni negative, senza aver prima compreso le dinamiche degli affetti.

Da Cartesio fino al positivismo si è cercato di addomesticare le passioni o di neutralizzarle potenziando il ragionamento.

Schopenhauer, Nietzsche, Freud, Adler, Jung e vari autori dopo di loro hanno messo in luce, pur con accenti molto diversi, come la ragione sia correlata fortemente al desiderio e che sia condizionata dagli istinti, dalle pulsioni, dalle passioni.

La scuola potrà svolgere più proficuamente il proprio compito, anche educativo, se terrà ben presente che in ognuno sussiste un mix di passioni, istinti, affetti, razionalità e volontà. E questo mix si può insegnare a conoscerlo in profondità e a gestirlo in modo funzionale.

Questo cocktail è qualcosa di molto complesso, da capire e da interpretare sempre con molto equilibrio.

Non c’è da una parte l’adulto che sa e conosce i metodi giusti per fare le cose e dall’altra un bambino o un ragazzo che non sa: ci si trova sempre immersi in una relazione, in un incontro complesso, non raramente misterioso e spesso imprevedibile.

È la dinamica degli esseri, delle situazioni e delle cose con la loro complessa interconnessione e con molti aspetti non quantificabili.

Non è più possibile credere che si impari con la sola ragione e la sola volontà, pur essendo queste assolutamente essenziali per apprendere.

Non è proficuo pretendere di insegnare qualcosa a qualcuno utilizzando esclusivamente la logica senza considerare l’affettività.

Nessuno impara e neppure vive esclusivamente con la ragione, come nessuno agisce e reagisce proficuamente se è governato solo dalle passioni.

Ogni persona è una unità complessa, unica, irripetibile ed originale: è questo il bello e il difficile dell’educazione.

Un esempio: in certi casi la mancanza di volontà è da leggere come un sintomo; anche dal punto di vista organico l’astenia si presenta come un sentire fatica senza aver fatto uno sforzo, senza aver prodotto un’azione significativa.

Stimolare la volontà in un astenico (da non confondere con un lavativo), significa fare un buco nell’acqua e evidenzia incoscienza educativa. Tra l’altro, aumenta la colpevolizzazione del soggetto e aggiunge sofferenza a impotenza.

È ovvio anche che neppure un atteggiamento molle o accondiscendente è risolutivo ed efficace.

In questo caso occorre rovesciare un detto importante: non “colui che vuole può”, al contrario “colui che può vuole”. Occorre mettere in condizione il soggetto di sentirsi potente, capace, degno e pieno di fiducia nelle proprie risorse interne.

Fine seconda parte

 

Davide Pagnoncelli è Psicologo e Psicoterapeuta, formato in Teatroterapia e in Arteterapia. Oltre all’attività clinica, ha un’esperienza ventennale nell’ambito della psicologia scolastica come responsabile di un originale Servizio Psicologico di sistema.  Egli si definisce “allargacervelli” (non più “strizzacervelli”) perché il suo cervello e quello altrui preferisce allargarlo, ampliando prospettive. Ha scritto il libro “Figli felici a scuola”, Bruno Editore, Roma 2018¸inoltre ha pubblicato numersoi articoli  e ricerche su varie Riviste scientifiche. In particolare è impegnato in progetti pilota per approfondire il rapporto tra le varie forme di arte, in particolare la poesia, con la psicologia e con la psicoanalisi. In tal senso ha ideato nuovi progetti denominati Art Artist Therapy (AATH): un altro modo di gustare e di rivivere la personalità, l’intelligenza emotiva e il percorso creativo dell’artista connesso alle produzioni artistiche. Email: allargacervelli@gmail.com

 

 

 

 

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