Il Mezzosoprano internazionale Elena Bresciani: “Cantando ho imparato la Pietas”

Elena Bresciani è una cantante lirica di fama internazionale, mezzosoprano. Ha cantato come solista in Europa e Stati Uniti: dal Vaticano alla Carnegie Hall di New York, dal Principato di Monaco, Londra, Oxford, Cambridge al Teatro Filarmonico di Verona. Esperta di voci femminili che segue in tutta Italia, è considerata dalla stampa nazionale uno dei migliori preparatori vocali italiani nella lirica, nel pop, nel jazz e nel musical.

Elena Bresciani, pH Daniel Passarelli

Elena, se dovessi riassumere la tua carriera dagli esordi a oggi in cinque macro tappe quali citeresti?

La prima tappa è quella che va dagli anni della formazione, all’ingresso al Conservatorio di Bergamo sino al Vaticano.

La seconda dal Vaticano a New York, passando per le consulenze artistiche alla ORIA di Milano e tutto il periodo milanese in università ed oltre.

La terza è tutto il periodo londinese, il primo contatto con il Trinity College of Music di Londra sino alla Fellowship, grazie al rilevante contributo della manager e amica Laura Tear.

La quarta tappa è quella che va dall’incontro con Fiorenza Cedolins, mia mentore, che è stata con suo marito Filippo Militano (mio primo agente italiano), la prima ad aprirmi importanti porte con il mercato nazionale, determinando il mio passaggio di registro da soprano a mezzosoprano ed il mio successo.

La quinta tappa è quella delle varie rinascite e reinvenzioni che ho dato alla mia carriera, va dalla nascita di mio figlio alla virata artistica come mentore e vocal coach sino a quest’ultimo anno così denso da Sanremo in poi.

Nel vostro percorso di canto lirico, dovete studiare anche recitazione per interpretare i vari ruoli?

Sì. La disciplina, che ho anche insegnato, si chiama Arte Scenica e comprende tutte le tecniche di teatralità che vanno dal lavoro dell’attore su sé stesso (consapevolezza di sé) sino alla costruzione del personaggio. L’incontro con ogni regista con cui ho potuto lavorare è stata una ulteriore palestra.

Come gestisci l’emozione prima di salire sul palco? E dopo, a interpretazione conclusa, che sentimenti provi?

Vivo l’emozione, non la gestisco, la lascio fluire con calma, la osservo. Cerco di trovare un punto di equilibrio per convogliare l’energia. Alla fine mi sento svuotata, perché cerco di dare tutto quello che posso. Sul palco, insegnando fuori dal palco, in ogni cosa della vita, vivo intensamente.

Ti è mai capitato di piangere durante le prove di un brano?

Sempre. Ho le lacrime facili, anche sul palco, spesso canto e piango. Le persone sentono questa verità e si commuovono a loro volta. Ho imparato la “pietas” cantando e la tenerezza.

C’è un’opera che ti suscita ancora più emozioni delle altre quando la canti?

Ogni musica, di qualunque epoca, anche mentre spiego, solletica le corde della mia anima in modo diverso.

In questi giorni spiegavo un’aria da camera di Vincenzo Bellini “Ma rendi pur contento” e un lied di Schumann “Die lotosblume” e mi incantavo a leggere e rileggere alcune battute struggenti. In generale, il romanticismo è il periodo storico che sento emotivamente più affine. Mi commuove.

Negli anni sono cambiati i parametri di selezione dei giovani artisti?

Sì. La voce purtroppo sembra non essere più il requisito principale. L’immagine è diventata un requisito imperante. Vorrei che l’anima divenisse il requisito del futuro. Senza anelito cosa possiamo trasmettere? Per questo il mio lavoro sugli artisti di ogni genere vocale va nella direzione della crescita personale e interiore, dell’introspezione. Tante volte i critici ed i giornalisti hanno recensito positiva la mia intensità espressiva. Lavoro sull’intenzionalità per insegnare alle nuove generazioni cos’è l’intensità.

Quante voci ascolti in un anno e, in chiusura, quale consiglio dai loro?

Le voci che seguo, le voci che seleziono ai concorsi, le voci che mi fanno ascoltare per un feedback… dipende dagli anni, senz’altro più di un centinaio all’anno, alcuni anni anche trecento.

Il consiglio che voglio dar loro è “raccontate chi siete attraverso la vostra voce senza pudori e filtri, siate voi stessi, portate avanti la vostra unicità”.

Elena Bresciani pH Daniel Passarelli

Ph. Credits Daniel Passarelli

Non copiare il testo!