I-Can, progetto Interpol di cooperazione contro la ’Ndrangheta

Sono 11 oltre all’Italia, i Paesi che hanno aderito al progetto Interpol I-Can (Interpol cooperation against ’Ndrangheta); e nel frattempo anche Belgio, Olanda e Polonia hanno manifestato l’intenzione di aderire a questa rete contro lo sviluppo di una delle mafie più pericolose al mondo. Un progetto che vede Europa, Nord America e Paesi dell’area del Pacifico uniti nella lotta alla criminalità organizzata calabrese che ha ramificazioni in tutto il pianeta.

Vittorio Rizzi, Interpool
Vittorio Rizzi, vice capo Polizia di Stato

Lo scopo del progetto, coordinato dalla Direzione centrale della polizia criminale, è quello di realizzare un network efficace quale strumento per un dialogo sostanziale e concretamente operativo; accrescere la conoscenza del fenomeno della ‘Ndrangheta nelle sue specificità meno note; rafforzare lo scambio informativo multilaterale anche attraverso l’utilizzo dei più evoluti strumenti di analisi; organizzare e coordinare operazioni internazionali volte ad individuare, sequestrare e confiscare gli asset finanziari ed economici riconducibili alla ‘Ndrangheta; localizzare ed arrestare ovunque nel mondo i suoi pericolosi latitanti; identificare nuove tendenze di infiltrazione nell’economia legale.

 

Ministero dell’Interno

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