Giuni Russo l’outsider della musica italiana dalla voce potente ed indimenticabile

Palermo non dimentica la cantante Giuni Russo, scomparsa a Milano 18 anni fa, il  14 settembre del 2004.

Lo scorso 5 ottobre, infatti, in piazza Castelnuovo, vicino al Palchetto della Musica il monumento ottocentesco, è stata scoperta una targa in memoria di Giuseppa Romeo, la musicista palermitana indimenticabile per i suoi virtuosismi vocali, eccellenti senza ombra di dubbio. Riusciva a coprire un’estensione di quasi tre ottave, del resto era figlia di un soprano. Alla cerimonia era presente anche  il sindaco Roberto Lagalla.

Il testo della targa recita così: “Qui, a soli 10 anni, sul “Palchetto della Musica” si esibì pubblicamente per la prima volta l’artista Giuni Russo cantante e musicista (Palermo 1951 – Milano 2004)”.

Un talento indiscusso, una notevole  sperimentatrice, tra pop e jazz, tra musica classica e lirica.

Giuni Russo, Un'estate al mare

Chi non ricorda la sua celeberrima canzone “Un’estate al mare”, che nel 1982 arriva ai vertici delle classifiche per tanti mesi, accompagnando le estati degli anni successivi. Tra l’altro, il brano è in collaborazione con un altro grande artista: Franco Battiato, con il quale lavora negli anni successivi.

Ma Giuni Russo canta e scrive musica sin da ragazzina, verso i tredici anni, tanto che si affaccia nel panorama musicale italiano nel 1967, vincendo Castrocaro con Elio Gandolfi, interpretando “A chi”.

Arriva a Sanremo con lo pseudonimo di Giusy Romeo, poi il Festivalbar, il Cantagiro ed Un disco per  l’estate.

Dopo il successo di “Un’estate al mare”, il brano che termina con il grido dei gabbiani modulari con la sua inconfondibile voce, si dedica a sperimentazioni, lontane da quel brano e dal commerciale, dal convenzionale.

Una carriera che la vede cantare in spagnolo, arabo, giapponese, inglese e persino in latino e greco. Questa era Giuni Russo, prima della scoperta della grave malattia nel 1999, quando le viene diagnosticato un tumore. Sospende la sua attività musicale, per poi sottoporsi alle cure e nel 2003 ritorno a calcare il palco, al Festival di Sanremo, con “Morirò d’amore”.

Giuni Russo
Giuni Russo

Successivamente la aspettano 5 anni di lotta contro il cancro, per poi spegnersi nella sua casa di Milano, tra il 13 e il 14 settembre. I funerali si svolsero al  Monastero delle Carmelitane Scalze, di via Marcantonio Colonna. In quegli anni la fede la accompagna, in un rapporto profondo, che la vede abbracciare la spiritualità carmelitana, tanto da essere sepolta nel Cimitero del Monastero delle carmelitane scalze di Milano, Convento di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Giuni Russo l’outsider della musica italiana, dalla voce potente ed indimenticabile.

Foto tratte dal web

 

 

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