Covid-19, terapia intensiva: trincea giorno e notte senza sosta

In questi giorni così tragici per il contagio da infezione Covid-19 si parla spesso di terapia intensiva. È la trincea che si vive negli ospedali che vede medici, paramedici impegnati a salvare la vita ai pazienti, ma anche ad assistere, impotenti, alla ferocia del Coronavirus, quando muoiono.

Ma cosa vuol dire terapia intensiva?
Innanzitutto, bisogna considerare che il primo passo è il Triage, la particolare funzione degli infermieri per identificare le priorità ai bisognosi di cure. La terapia è
il monitoraggio, l’assistenza continua 24 ore su 24 ore, per quei pazienti che non hanno la possibilità  di sopravvivere in altri posti, perché la fase della malattia è acuta, con la compromissione dell’attività delle funzioni vitali, quindi la vita è veramente a rischio.

Sono i medici della terapia intensiva che lavorano senza sosta per ripristinare l’equilibrio tra il sistema nervoso centrale, l’apparato respiratorio e l’apparato cardiocircolatorio.
Il coronavirus provoca gravi problemi respiratori, come l’infiammazione delle vie aeree profonde, a livello polmonari. Il paziente ha problemi a respirare e ad introdurre l’ossigeno sufficiente per l’ ossigenazione dei polmoni.

Dopo, con la radiografia ai polmoni, si può valutare la situazione. Viene effettuato il tampone, per verificare se il paziente abbia il coronavirus.

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