Cosa dare e non cosa comprare

Un’altra occasione per riflettere in questo tempo di incertezza, con l’avvicinarsi del S. Natale.

A proporla Papa Francesco,  ieri domenica 15 novembre, in occasione della quarta Giornata mondiale dei poveri. Il Natale si avvicina, dunque, ed il Papa ci invita a chiederci cosa dare e non cosa comprare.

Giornata mondiale del Povero. Papa Francesco

Già, con la minaccia lockdown, con le zone rosse, molti italiani sono avviliti di non potersi riunire per il tradizionale cenone e pranzo di Natale, dove sfoggiare posate e piatti chic, tanto la coscienza è stata messa a tacere con i vestiti dismessi donati alla Caritas parrocchiale, 5 euro al negretto al parcheggio del supermercato e magari 50 euro dati bene in mostra in chiesa, davanti a tutti.

Una vita sprecata, sprecata in cose inutili, aride, senza valore se non si vedono e compiono in altre prospettive. Perché l’indifferenza può prendersi il meglio e come sottolineato dal Pontefice: “San Paolo ci invita a guardare in faccia la realtà, a non lasciarci contagiare dall’indifferenza”. L’indifferenza uccide il buono che c’è in noi.

Perché quelle ‘buone azioni tanto per’, sono la reale  testimonianza dell’indifferenza, dell’aridità umana.

Cosa dare, allora. La via ce la indica Papa Francesco nel suo messaggio: “Tendi la tua mano al povero”.

Ma chi è il povero, a parte quello che ti chiede l’elemosina, il senzatetto a cui lasciare 2 euro? Chiunque. Chiunque ha bisogno di un sorriso, di una parola, di un farmaco, di ascolto.

Ora più che mai, con questa pandemia che ha messo a dura prova, ha sopraffatto  l’umanità, portando morte, dolore, paura, disperazione, povertà, abbiamo bisogno l’uno dell’altro, di solidarietà.

Insomma, la più grande povertà è quella dell’amore, soprattutto in questo periodo così travagliato. 

Ieri il Papa nell’omelia ha affermato che “questo è un tempo favorevole per sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo”. 

Dio, per noi che crediamo, per chi ha fede, è in chi ci è accanto, negli ultimi, in chi ha bisogno di noi.

Don Roberto Malgesini
Don Roberto Malgesini

Come faceva don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso a coltellate a Como lo scorso 15 settembre e ricordato nell’omelia dal Papa, che “non faceva teorie, semplicemente vedeva Gesù nel povero e il senso della vita nel servire”.

Basterebbe iniziare con un sorriso, con parole vere. Basta iniziare.

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