“Con il fiuto di Bea: Manuela Chiarottino ci racconta la nuova avventura della gatta investigatrice”

Dopo aver conquistato il cuore di tanti piccoli lettori con la sua prima avventura, torna Bea la gatta investigatrice, la micia più curiosa, coraggiosa (e adorabile) della narrativa per l’infanzia. A regalarci questo nuovo capitolo, pieno di misteri, tenerezza e amicizia, è ancora una volta Manuela Chiarottino, autrice versatile e pluripremiata, capace di muoversi con grazia tra romanzi rosa, narrativa per ragazzi e letteratura per bambini.

Manuela Chiarottino francesca Ghezzani infinite realtà.iy
Manuela Chiarottino

Nel suo nuovo libro illustrato Bea la gatta investigatrice e i suoi nuovi amici, pensato per lettori dai 6 ai 10 anni, l’autrice ci accompagna in un mondo dove ogni mistero nasconde una piccola lezione di vita e ogni pagina è un invito a guardare la realtà con gli occhi pieni di meraviglia.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Manuela, con cui è sempre piacevole dialogare, per farci raccontare com’è nata questa nuova avventura… e cosa dobbiamo aspettarci da Bea e dai suoi inseparabili amici.

Bea la gatta investigatrice Manuela Chiarottino francesca Ghezzani infinite realtà.iy
Bea è tornata con nuove avventure e nuovi amici: com’è nata l’idea per questo secondo capitolo della gatta investigatrice?

Era già da un po’ che pensavo di riprendere le avventure di Bea, anche grazie al bel riscontro avuto con i suoi piccoli lettori. Chi ha letto il primo libro oggi è un po’ cresciuto, e così anche Bea e le sue storie sono cresciute con loro: le trame si sono fatte leggermente più articolate, e anche la grafica del libro ha accompagnato questo cambiamento.

Nel libro si affrontano temi come l’amicizia, il rispetto per la natura e il valore della collaborazione. Quanto è importante, secondo te, trasmettere questi messaggi ai più piccoli attraverso la narrativa?

Credo che le storie abbiano un potere speciale: arrivano dritte al cuore, senza bisogno di spiegazioni. Soprattutto nei bambini. Per questo penso che raccontare loro l’importanza della gentilezza, dell’amicizia e del rispetto sia non solo importante, ma anche necessario. Non si tratta di dare lezioni, ma di seminare idee, curiosità, piccoli germogli che poi, con il tempo, possono crescere.

Hai curato anche la parte grafica del libro: quanto conta l’aspetto visivo in una storia pensata per bambine e bambini?

Tantissimo. Le immagini parlano prima ancora delle parole, soprattutto per i più piccoli. La grafica è parte della narrazione, accompagna i personaggi, crea atmosfera.

Hai detto che scrivere per l’infanzia è un modo per “tornare a sognare”. In cosa differisce, per te, la scrittura per bambini da quella rivolta agli adulti?

Scrivere per i bambini è come aprire una finestra su un mondo dove tutto è possibile. Cambia la forma della scrittura, c’è leggerezza ma mai superficialità, perché comunque c’è anche la responsabilità di rivolgersi a piccoli lettori e piccole lettrici che stanno formando il loro immaginario. E per me c’è la gioia di tornare un po’ bambina e seguire la fantasia.

Bea avrà altre avventure? Possiamo sperare in una nuova indagine per la nostra gatta detective preferita?

Chissà… Per ora sto godendomi il bel riscontro che sta ricevendo questa nuova avventura di Bea, e ne sono davvero felice. Se dalla fantasia arriveranno nuovi misteri da raccontare, sarò pronta a seguirla ancora. Ma come sempre, sarà lei, con il suo fiuto infallibile, a decidere quando sarà il momento.

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