“Chiediamo la grazia di guardare con occhi diversi le avversità”, così Papa Francesco

In occasione della  Messa in suffragio dei 17 cardinali e 191 tra arcivescovi e vescovi morti nel mondo nell’ultimo anno, Papa Francesco ha parlato dell’esperienza del nostro rapporto con il Signore, nello specifico di ‘imparare l’arte di attendere il Signore’.

“Aspettarlo docilmente, fiduciosamente, scacciando fantasmi, fanatismi e clamori; custodendo, soprattutto nei periodi di prova, un silenzio carico di speranza” –  ha spiegato ai presenti. “È così che ci si prepara all’ultima e più grande prova della vita, la morte. Ma prima ci sono le prove del momento, c’è la croce che abbiamo adesso, e per la quale chiediamo al Signore la grazia di saper aspettare lì, proprio lì, la sua salvezza che viene”. Secondo Francesco, “ognuno di noi ha bisogno di maturare in questo”.

“Davanti alle difficoltà e ai problemi della vita è difficile avere pazienza e rimanere sereni – ha sottolineato -. Serpeggia l’irritazione e spesso arriva lo sconforto. Può così capitare di essere fortemente tentati dal pessimismo e dalla rassegnazione, di vedere tutto nero, di abituarsi a toni sfiduciati e lamentosi”. Eppure anche “nell’abisso, nell’angoscia del nonsenso, Dio si avvicina per salvare. E quando l’amarezza raggiunge il culmine, all’improvviso rifiorisce la speranza”.

Per il Papa “la crisi è diventata una misteriosa occasione di purificazione interiore”. “La prosperità, infatti, spesso rende ciechi, superficiali, orgogliosi. Invece il passaggio attraverso la prova, se vissuto al calore della fede, malgrado la sua durezza e le lacrime fa sì che noi rinasciamo, e ci ritroviamo diversi rispetto al passato”.

“Dio accompagna soprattutto nel dolore – ha ricordato il Papa -, come un padre che fa crescere bene il figlio standogli vicino nelle difficoltà senza sostituirsi a lui. E prima che sul nostro viso spunti il pianto, la commozione ha già arrossato gli occhi di Dio Padre. Lui piange prima, mi permetto di dire…”. “Il dolore resta un mistero, ma in questo mistero possiamo scoprire in modo nuovo la paternità di Dio che ci visita nella prova”.

Oggi, ha aggiunto Francesco, “davanti al mistero della morte redenta, chiediamo la grazia di guardare con occhi diversi le avversità”.

 

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