Il Natale si sta avvicinando. Manca poco ed ancora siamo sotto lo spettro del Covid-19. Tra timori, morti improvvise, mascherine e gel disinfettante le nostre vite sono cambiate, notevolmente cambiate.
Come vivere questo Natale? Con che spirito accostarsi a questo evento che, per noi cattolici, è molto significativo.

Lo scorso 12 dicembre Papa Francesco all’Angelus ha suggerito proprio come prepararsi alla nascita di Gesù Bambino.
“Impegni concreti, anche piccoli” ha sottolineato il Pontefice. Quindi? Potremmo telefonare ad una persona sola, visitare un anziano od un malato, a cui portare medicine o generi di conforto. Ma anche perdonare, pregare, aiutare concretamente una persona povera.
Una fede concreta, dunque, che si attua realizzando qualcosa di utile a chi è in difficoltà, senza gesti plateali in parrocchia, per essere visti dagli altri e magari ottenere l’approvazione del sacerdote.
“La fede non è una teoria, ma tocca la carne e trasforma la vita” ha detto il Papa. È bene meditare ed agire, con piccoli gesti, ma sentiti.
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