“Apro l’anima e gli occhi”, il libro di Eugenio Borgna

È uscito in questi giorni l’ultimo libro di un grande psichiatra e docente emerito, il professor Eugenio Borgna.

Si intitola “Apro l’anima e gli occhi“, da un verso di Clemente Rebora, sacerdote scrittore e poeta, al quale si è ispirato.

Eugenio Borgna

Aprire il nostro cuore, dunque,  su tematiche del senso della vita, con le parole oppure con il silenzio. Riuscire a capire quale sia la vera sorgente di pensieri, emozioni e scelte, anche in relazione al dolore dell’anima e del corpo che  disturba ogni dialogo.

Un invito a rivivere esperienze passate, per cercare di comprendere la realizzazione della nostra coscienza interiore.  Anche l’esperienza della paura del Covid-19, ad esempio, può alla fine, lasciare spazio alla speranza.

Per  Borgna, con 40 anni di esperienza nell’ospedale psichiatrico femminile di Novara, dovremmo rivivere gli incontri passati dell’esistenza di ciascuno per comprendere la realizzazione presente della propria coscienza interiore.

dopo 40 anni nell’ospedale psichiatrico femminile di Novara.

Ecco un brano tratto dalla premessa:

“Si comunica col linguaggio delle parole, che è la comunicazione verbale, e col linguaggio del silenzio e della solitudine, degli occhi e degli sguardi, delle lacrime e del sorriso, che è la comunicazione non verbale: le due grandi aree semantiche della comunicazione. Negli svolgimenti tematici del discorso vorrei indicare come queste due diverse modalità di comunicare si snodano in alcune emblematiche condizioni di vita, e come dovremmo di volta in volta comportarci al fine di renderle sempre più dotate di senso, e creatrici di umanità, e di solidarietà, di sensibi-lità, e di gentilezza, di attesa, e di speranza, che si intrecciano le une alle altre. La comunicazione è l’espressione del comunicare, e in vita non è possibile non comunicare, la sola cosa che ci consenta di uscire dalla solitudine; ma è necessario distinguere ancora due diverse forme di comunicazione: quella razionale e astratta, estranea ai contenuti emozionali, e quella animata dalla passione. Lo diceva Giacomo Leopardi: solo se la ragione si converte in passione, diviene strumento di conoscenza, e di comunicazione. La comunicazione razionale è quella che, nella vita quotidiana, si limita a trasmettere cognizioni, e informazioni, con un’arida elencazione delle cose. La comunicazione emozionale è quella che espone le cose con slancio, e con viva partecipazione dialogica. Le stesse cose, esposte con freddezza, o con passione, cambiano di significato, e si imparano con una diversa rapidità, e anche con una diversa partecipazione interiore”.

Foto tratte dal web

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